Rassegna storica del Risorgimento
AZEGLIO, MASSIMO TAPARELLI D' ; VITTORIO EMANUELE II RE D'ITALI
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1954
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Denis Mark Smith
bano, il re aveva scòtto che Cavour a perda lei dans Vopinion des gens scricux et éclairés à cause de ses fureurs xnomentanées et d'une confiance illimitée qu il accorde parfois à des gens qui ne la mcritent pas... Ed a questo aggiunse che per fortuna, il dominus son sempre io, monarca di nome e di fattoJ) La prova di tutto questo è venuta nel loglio del 1859 a Vili afranca. Fra i presenti a Villafranca era il colonnello Cadogan, Vattaché militare inglese, che parlò in quell'occasione tanto con Vittorio Emanuele quanto con Luigi Napoleone. 11 re accennò col Cadogan all'armistizio ed alla dimissione del Cavour, e sembrò rallegrarsi dell'ima e l'altra cosa. La testimonianza di un uomo singolo non è naturalmente evidenza conclusiva, ma Cadogan era un uomo intelligente e positivo, che non aveva un parti prìs. H re gli disse che il vantaggio in un armistizio è tutto dalla parte nostra, benché non volessi essere il primo a chiederlo... Cavour est un brouillon qui est toujours à mefourer dans quelque guèpier, il est fou,je lui ai souvent dit qu'ìl étaitfou; il va tremper dans les betises cornine celle de la Romagne et Dieu sait quoi. Son temps est fini M a bien servi mais il ne peut plus servir.
E Cadogan continuò: quando io espressi al re la mia incredulità che Cavour fosse dimissionario per lungo tempo, egli mi ha contraddetto con evidente schiettezza,2'
Questa attestazione venne in gran parte confermata da Hudson, quando scrisse a Russell, qualche giorno più tardi, dopo un'altra conferenza personale col re. Vittorio Emanuele si lamentò amaramente col ministro inglese del contegno di Cavour. Perchè Cavour aveva insistito con grande violenza che il re abbandonasse la Lombardia e tornasse a Torino . Ma il re, da parte sua, preferiva il possesso sicuro della Lombardia a qualsiasi guadagno ipotetico nell'avvenire. A quanto sembra, egli era infastidito quanto Napoleone dei maneggi segreti di Cavour nell'Italia centrale. Mi ha detto, scrisse Hudson, che il Conte ha assunto troppe responsabilità da solo, ed ha agito troppo indipendentemente dal re nella questione della Romagna. Il re voleva calmare r Italia, non provocarla, voleva combattere col ferro e non coi maneggi segreti, neanche con rivoluzioni. Ma Cavour, per 20 giorni non aveva scritto una volta al re, e si era sottratto caparbiamente al freno reale.3)
Infatti, il re parlò così liberamente coll'inglese in quest'occasione, che il fatto trapelò, e pochi giorni più. tardi i suoi ministri e Napoleone lo ripresero aspramente. 4>
1) 14 Aprilo 1859, Vittorio Emanuele al Prìncipe Napoleone, citato da Luzio, 17 Marzo 1931, Il Corrivi della Sera.
2) 14 Luglio 1859, Cui. Cadogan da Milano a Russell. Gita le parole del re: the ad-vantage in an armimi ce therefore was ali HI our side bui 1 objcctcd to being the first to ask Cor sticb a thing... llis Majesty scemed to me personally tjuite contented with whot had been done, urging the nature of bis life and tortes in support of bis disclaimor as to being moved by uiiiiiition in the part he had played... I think il. M. was mudi disturbed at it (Cnvour's resi-gnation] although professing that it was of no importunce now. (PRO 30-22-66).
*) 17 Luglio 1859, Hudson a Russell, citando ancora le parole del re: He said the Con ut had token too mudi upon hinuelf and had acted too independontly of bini in the quoBtion of the Romagna. Ho [tlio Icing] had desired to tpiict Italy andnot to mise it to seti le the location by pitchrd fighi and noi by inlriguc and Revolution [the last tlircc words werc underlined, perhaps by RimiteliJ. Bill Cavour duritig 20 days had nover communicated with him and had takon the bit belween bis teeth... [Cavour] had insiated with great violcncc that he (the king) should abandon Lombardy and return to Turiu. (PRO 30-22-66).
4) 80 Loglio 1859, Hudson a Russell. (PRO 30-22-66).