Rassegna storica del Risorgimento

AZEGLIO, MASSIMO TAPARELLI D' ; VITTORIO EMANUELE II RE D'ITALI
anno <1954>   pagina <417>
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Vittorio Emanuele e i suoi primi ministri 417
Più tardi ancora, nel settembre 1859, Hudson ha raccontato un'altra conversazione, in cui di nuovo il re aveva parlato molto severamente di Cavour dicendo che la vanità e l'arroganza gli avevano sconvolto il cervello. x) Per qualche mese insomma il re si era determinato ad essere il suo proprio primo ministro. 2) Nel novembre, Hudson gli parlò un'altra volta, e poi scrisse come segue. Il re non voleva ad ogni costo che Cavour entrasse di nuovo nel governo. (Test un fou mi ha detto, ' il m/a appelé traitre E Hudson continua: il re faceva il sordo quando io ho tentato di contraddirlo. È interes­sante notare a questo proposito che le parole testarde del re furono rac­contate dall'Inglese non solo a Russell, ma anche allo stesso Cavour. s) I tentativi ulteriori di Hudson per aiutare Cavour a soppiantare Rattazzi sono ben noti.
Durante il 1860 Cavour era di nuovo primo ministro della Corona: ma anche qui è importantissimo il fatto che Cavour trovò troppo pericoloso contrapporsi alla politica di corte, se non quando fu sicuro dell'aiuto dell'opinione pubblica. La cessione di Savoia e Nizza non contribuì certo alla sua popolarità, ed infatti lo lasciò molto indebolito. Poi sapeva che Sua Maestà a toujours un faible pour Garibaldi et pour Rattazzi. et cherche sous cape à niSter la direction des affaires. *> Forse questo spiegherà in gran parte perchè Cavour ha dovuto lasciar fare a Garibaldi in Sicilia. Si vede dalle carte Treccili che il re continuò ad incitare Garibaldi ad una marcia su Napoli ed anche su Roma, benché questo fosse affatto contrario alla politica del governo costituzionale. s) Fu questo un pericolo terribile: perchè, in primo luogo, Vittorio Emanuele giunse così quasi a provocare l'intervento armato di Francia; ed in secondo luogo egli divenne con ciò in gran parte re­sponsabile della rotta aperta fra Cavour e Garibaldi che si manifestò nel settembre. Abbiamo adesso la testimonianza di Bixio che Garibaldi, quando scrisse nel settembre la sua famosa lettera al re colla richiesta delle dimis­sioni di Cavour, credeva di soddisfare non il suo proprio desiderio, ma quello del re.6) Guerrazzi e Ferrari avevano tentato in quei giorni di ispirare
1) Settembre 1859, Memorandum di Hudson su una visita al re. Of the latter [Cavour] he spoke in very severe language- declaring that hi* vanity and pride had turned his head. (PRO 30-22-66).
2) 27 Ottobre 1859, Sackville West a Russell: Your Lordslup is perhaps aware that His Majesty has of late taken the direction of politicai affaire entirely into his own hands, and purposely concede from General Dabormida the steps he takes. (PRO 30-22-66).
V 19 Novembre 1859, Hudson a Russell. Il re disse he would not hear of Cavour* coming back to the administration * c'osi: un fou said he, and * il m'a appelé traitre*... The kìng was deaf to rny arguments. (PRO 30-22-66).
4) 24 Aprile 1860, Cavour a Nigra, Il earieggio Cavour-Nigra, 1928, voi. HI, p. 269
5) G. MANACOMM, Vittorio Emanuele II e Garibaldi nel 1860, secondo le earte Tracchi, in Nuova Antologia, fase. 923, 1 ghigno 1910, pp. 413, 426.
6) 18 Settembre 1860, F. Astengo a Cavour (La liberazione del Mezzogiorno, voi. H, pp. 316-7, 1949): Il Re, è ima ilo il dissimularlo, ò la causa principale di quanto va succe­dendo. Garibaldi, domandando le dimissioni dell'attuale Miniutero, fu spinto pift dalla cor­tezza di far piacere a S. M., ohe da considerazioni personali. Bixio mi accertò di questo, assi­curandomi nello stesto tempo che il Dittatore avrebbe in ogni caso obbedito agli ordini del Be, e che non credeva fosse cosa seria hi minaccili di attaccare Roma... Mi assicurò eziandio che se S. M. aveste mandato presso il Dittatore persone piò adatte, capaci e bene intenzio­nate del Sig. Marchese Tracchi e di altri, a quest'ora tutto sarebbe appianato, giacché, mentre tutti ì Generali di Garibaldi, convinti della giustezza delle idee di V. E., lavoravano in que­sto senso, l'inviati suddetti diedero alla loro azione uà indirizzo affatto opposto.