Rassegna storica del Risorgimento

AZEGLIO, MASSIMO TAPARELLI D' ; VITTORIO EMANUELE II RE D'ITALI
anno <1954>   pagina <418>
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Denis Mach Smith
Garibaldi contro il governo.l) Ed il deputato Sineo aveva scritto appunto per assicurargli che il re si associava alla cospirazione, e augurava buona for­tuna ai volontari 2) Non sembra probabile che questa abbia potuto essere una pura invenzione da parte del Sineo. Ed i risultati furono quasi un disastro tremendo. Soltanto che Cavour, con un colpo da maestro, mise in luce tutto il complotto. Per due settimane egli costrinse il re ad allearsi col governo regolare contro i Garibaldini, appunto nel momento in cui, da una parte e dall'altra, si cominciava ad usare le parole di guerra civile
Per concludere, ecco le parole amare che Cavour scrisse a Farmi nel no-vernine 1860 e che sono state pubblicate qualche mese fa dalla benemerita commissione editrice del carteggio ca vouriano. Noi non siamo mai così sicuri di conoscere i veri pensieri di Cavour, senza arrière pensée, come quando scrivendo così, in privato, ad un amico, e con una lettera che non ha potuto essere scritta apposta per trapelare e giungere di proposito alla conoscenza di altri. Il re non mi ama, ed è di me geloso;mi sopporta rninistro.ma è lieto quando non mi ha al .fianco... Mentirei se vi dicessi avere dimenticato che il giorno in cui il Re entrava nel palazzo Pitti, esso, lungi dal rivolgermi una sola parola di ringraziamento, mi disse cose villane e dure, che dette da altri che da un Re, ci avrebbero condotto sul terreno. Come rappresentante del principio monarchico, come simbolo dell'Unità, sono pronto a sacrificare al Re la vita, le sostanze, ogni cosa infine; come uomo desidero da lui un solo favore, il rimanermene il più lontano possibile. 3) Cioè, alla fine di quest'an­no ricco di avvenimenti, il ministro ed il re furono un'altra volta in disac­cordo. E si trattava di questioni importantissime: dell'attitudine da adoprarsi verso i Garibaldini, ed in generale verso Napoli e la Sicilia. A quanto sembra, "Vittorio Emanuele voleva una politica di concessioni, mentre Cavour voleva una politica pia forte. Dei risultati di questa divisione per l'avvenire d'Italia, sarebbe troppo lungo adesso il parlarne. Certo è, che una volta di più. una politica reale stava dirimpetto alla politica ministeriale, e le conseguenze furono importantissime per la storia.
DENIS MA.CK SMITH *)
0 13 Settembre 1860, II Diritta', 11 Settembre, Campanella da Genova a Dolfi, lettera confiscata da Ricasoli e pur ciò conservata in Archivio di Stato, Firenze, Corte BianchiRicu­sali* basta T, filza (.'.,
2) 9 Settembre, Sinco a Garibaldi, Archivio Curatolo, Mosco del Risorgimento, Mi­lano, no. 1291; 5' Ottobre, altra lettera di Sineo in il Risorgimento Italiano, Gennaio 1908, D. 10.
3) 9 Novembre 1860, CAVOUR a FAMI NI, La liborasiona (hi Mezzogiorno, voi. Ili, 1952, p. 302.
i*J La Rassegna ringrazia fautore per aver voluto, omaggio ai lettori italiani, come ieri ai congressisti, stendere la mia comunicazione- nella nostra lingua.