Rassegna storica del Risorgimento

AMERICA ; MAZZINI GIUSEPPE
anno <1954>   pagina <421>
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CORRISPONDENTI AMERICANI DEL MAZZINI
Non credo che si siano studiati come meritano i rapporti che il Mazzini ebbe eoi mondo americano, e che furono molteplici e di varia origine: dovuta in parte a nostri emigrati, per lo più politici, uomini di fede e devoti al Maestro, in parte a ragioni prevalentemente culturali. L'Epistolario segua la traccia, ma le ricerche debbono essere perseguite tenendo ben presenti i dati cronologici, poiché i fidi e i corrispondenti del Mazzini, dato il vario sviluppo degli eventi, non furono sempre gli stessi, né, pur restando immu­tati i principi fondamentali, ebbero sempre la stessa direttiva le sue complesse esigenze culturali. Qualche constatazione che non credo sia. senza interesse, offre l'esame del Taccuino di indirizzi del Mazzini che la Domus Mazzi­niana di Pisa ha pubblicato di recente *) e che si riferisce agli ultimi anni di vita dell'Apostolo, ciò che spiega appunto l'osservazione ha carattere generale la mancanza di certi nomi, di fedeli che si erano venuti allonta­nando da lui, e la presenza di altri, in parte prima ignori.
Che a New York esistessero fino dal '51 un Comitato Nazionale Italia­no e un Giornale Italiano è noto anche dall'epistolario (XXV, 117), che le relazioni e il soggiorno in America di Adriano Lemmi favorissero e intensificassero la propaganda, è risaputo, ma i dati offerti dal Taccuino confermano rapporti con mazziniani esuli, aggiungendo anche particolari non senza interesse, ed offrono altresì dati del tutto nuovi. A S. Francisco figura un Angelo Mangini, che già conosciamo dal processo per il moto insurrezio­nale di Genova del gennaio '57: era un confettiere - i più dei mazziniani processati erano operai o modesti esercenti e fu condannato in contuma­cia a dieci anni di carcere (cfr. Gazzetta dei tribunali, Genova, suppl. al n. 93 del 24 novembre 1857 e al n. 10 del 23 marzo 1858), ma era già in salvo a Londra, e di lì passò in America, a S. Francisco, dove riprese l'esercizio della sua industria. Non figura nell'Epistolario, ma i nuovi dati dimostrano la costanza dei suoi rapporti col Maestro, e sarebbe interessante teovare traccia del giornale La Voce del Popolo di cui egli era, per lo meno, collabo­ratore.
A S. Francisco risulta anche un L. G. Agostini a cui il Mazzini, scri­vendo in data 10 febbraio 1871 a Giannetta Rosselli, vuole siano mandate due copie del Giornale (Epistolàrio, LVII, 278).
A New York compare un emigrato romano, Giulio Posi, di cui non sono riuscito a trovar traccia né nell'Epistolario né sui repertori biografici, mentre sono ben noti altri due emigrati, ma non italiani, Gustavo Paolo Cluserot, francese, l'altro, William James Liuton, inglese.
i) Catalogo degli autografi, documénti cimeli a fiora di A Mancini, E. Michel, E. TOH-giorgi, Pisa, 1952.