Rassegna storica del Risorgimento
INGHILTERRA ; PROTESTANTESIMO ; CAVOUR, CAMILLO BENSO DI ; METO
anno
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1954
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pagina
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426
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CAVOUR E I METODISTI INGLESI
Sono note le conclusioni del Rumili sull'origine della formula Libera Chiesa in libero Stato: Cavour, legato all'ambiente aristocratico di Ginevra, temprò il suo pensiero religioso alle controversie che ci furono in quella città durante la prima metà del secolo scorso; fu convertito dal Vinet al protestantesimo liberale e accettò quindi il principio calvinista nord-americano della separazione della Chiesa dallo Stato. Quando passò al Cattolicesimo liberale, conservò, appunto, questo principio e l'attuò (o cercò di attuarlo) al di qua delle Alpi, in Piemonte prima e finalmente nell'Italia unita. Die Ideen wandern !, prorompeva il RufEni, facendo sua l'esclamazione di Otto Mayer, ') dopo avere dimostrato la mirabile propagazione di idee fra il vecchio e il nuovp continente: i viaggi del Cavour, tra Ginevra e Torino rappresentarono, secondo il Rum ni, il materiale trasferimento del principio della separazione tra lo Stato e la Chiesa, dall'una all'altra località. Noi sentiamo necessario integrare gli studi del Ruffini, se c'è permesso esprimerci così, perchè ci sembra che, precisando l'origine di quella formula giuridica, egli abbia posto le premesse per ricerche ulteriori.
La rinascita calvinista deve avere agito anche in altri modi, per altre vie sul Risorgimento. Ci è parso impossibile che le numerose Società Bibliche, evangeliche, ecc., d'Inghilterra, così piene d'ardore di proselitismo, non abbiano tentato nulla in Italia intorno alla prima metà del secolo XIX, mentre cercarono di costituire chiese in ogni località specialmente dell'Europa cattolica, dovunque fu loro appena possibile. Sappiamo che i metodisti inglesi cercarono di sfruttare l'alleanza di Crimea, per convincere perfino Napoleone III a concedere in Francia la libertà di culto alle loro sette. 2)
In realtà a Torino, come prima a Ginevra, ci fu il tentativo di attuare un piano, assai ampio, di proselitismo: anche nella capitale sabauda come già nella città di Calvino, i metodisti inglesi attesero l'occasione propizia per cominciare la loro opera di penetrazione e di divulgazione dei loro principi. "
La proclamazione dello Statuto prima, e dopo l'ascesa al potere del Cavour, fornirono la necessaria e attesa occasione favorevole. Anche qui furono sfruttati gli elementi valdesi a meno che non si voglia sostenere, e con ragione, che questi, sia a Ginevra che in Piemonte, erano ormai tutt'uno coi sostenitori anglo-sassoni della Self-Devotion. Proprio sulla fine del 18S2 e il principio del 1853 Lord Shaftesbury, uno dei principali esponenti del Réveil in Inghilterra, fece un viaggio a Torino e a Genova, per visitare
1) F. KUFFINI, Ultimi sludi; Bori, 1936, p. 124. Melodisti a Sociniani nella Ginevra della restaurazione (Civiltà Moderna, fase, scltcmbre-diceinlire 1935. p. 383 gg-). I Giansenisti Piemontesi e la conversione della madre di Cavour, Firenze, 1942. Studi aid giansenismo, (1 tira-turo, Firenze, 1947.
*) E. HODDKII, The Life and Work of the Seventh JSorlofSltaJìesbwy, cap. XXII, p. 489, London, 1888.
V F. RUFFINI, Metodisti a Sociniani* ecc., cit., a pp. 431-432; vi si parlo anche dell'orto dostdsrno calvinisti dei metodisti di Ginevra.