Rassegna storica del Risorgimento

INGHILTERRA ; PROTESTANTESIMO ; CAVOUR, CAMILLO BENSO DI ; METO
anno <1954>   pagina <429>
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Cavour e i metodisti inglesi 429
Probabilmente fu proprio il deputato Malan a consigliare Lord Shafte-sbury di procedere con, estrema cautela, di non divulgare troppo aperta­mente in Inghilterra ed altrove i successi conseguiti in Piemonte e di non par­lare dei piani per l'avvenire* per non eccitare le ire del partito cattolico e non provocare un mutamento di rotta nella politica religiosa del Governo di Torino. Consigliato di parlare con Cavour-, Shaftesbury lo tentò, ma non essendoci riuscito, gli fece pervenire una lettera per mezzo dell'incaricato di affari prussiano a Torino, Perponcher.
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Siamo giunti a questo punto ad un momento importantissimo anzi cen­trale della nostra disamina: nella sua lettera Shaftesbury propose al Cavour una specie di patto di mutua assistenza: Cavour avrebbe continuato a pro­teggere i Valdesi e la libertà di culto in Piemonte fino alla promulgazione di leggi consone allo spirito dello Statuto, e in cambio Shaftesbury e i suoi avrebbero dato alla Sardegna ogni appoggio atto a garantirle indipendenza e successo. Cavour, che per intima convinzione applicava la politica della libertà di culto e della Libera Chiesa in Ubero Stato, Cavour che per questa politica, dalle leggi Siccardi in poi, era diventato il bersaglio dei cle­ricali, vedeva finalmente questa stessa politica procurargli alleati importanti, sebbene pericolosi* La Chiesa evangelica voleva colpire la Chiesa romana usando le stesse armi da questa adoperate in Inghilterra, dove aveva appro­fittato del regime liberale per ottenere alla fine l'emancipazione dei cattolici e la libertà di culto; così la Chiesa evangelica voleva approfittare del regime liberale piemontese per installarsi in Italia. Da allora in poi ogni ingrandi­mento del Piemonte in Italia avrebbe significato pei metodisti un allarga­mento del regime liberale nella Penisola, e quindi l'aumento della possibilità di combattere il Papato in casa propria. Di qui l'alleanza tra il partito cavou-riano ed il partito evangelico inglese. x) È indiscutibile che l'offerta di Shafte­sbury si presentò piena di seduzione per Cavour: egli sapeva che il Lord era assai influente nel suo paese, quale capo delle numerose società evangeliche che dirigevano buona parte dell'opinione pubblica mediante i giornali e i Meetings, e quale membro dell'aristocrazia. Da Emanuele d'Azeglio aveva saputo quanto grande fosse il prestigio della famiglia Shaftesbury a Londra, e sapeva quanta simpatia godesse la causa italiana presso di essa. Ma era an­che consapevole della volontà di proselitismo dei metodisti, dei momiers (come aveva imparato a chiamarli a Ginevra) e si rendeva conto di quanto potessero essere pericolosi per la sua politica, specialmente interna. Guai se fl partito cattolico piemontese avesse potuto provare un qualche accordo tra Ini ed i metodisti ! Tutta la sua politica avrebbe assunto un odioso signi-
W Siti rapporti tra metodisti ed evangelici in Inghilterra nel secolo XIX, si veda G. M. TBEVELYAH, in Suria dell'Inghilterra mi tornio XIX, IV ediz. (versione itaL,Torino, 1945) p. 52: il movimento evangelico non farebbe altro che In forma aristocratica del ntetodunuo. J. L. and BABBARA HAHMOHB, Lord Shafietbury (I odi. 1923, ediz. II, l'elicmi Books, 1939: noi citiamo questa) a p. 218 e sgg. parlano di Evangelica! revival o di Sbnftesbury leader di fatto, in sede politica, del movimento evangelico (p. 220). CU Hnmmond, del resto, seguono la. biografia di HODDEH, cit.