Rassegna storica del Risorgimento

INGHILTERRA ; PROTESTANTESIMO ; CAVOUR, CAMILLO BENSO DI ; METO
anno <1954>   pagina <431>
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Cavour e i metodisti inglesi 431
le Bibbie furono sequestrate. Subito il Malan domandò soddisfazione al Ca­vour per l'incidente, mentre le Società Bibliche di Londra, avvertite, deci­devano di indire comizi e di presentare interpellanze al loro Parlamento sul fatto di S. Remo. Il capro espiatorio doveva essere il Cavour, attaccato in patria dai vescovi cattolici e in Inghilterra dal guépier abominable (come diceva Emanuele d'Azeglio) delle Società Bibliche. Mentre resisteva come tutti sappiamo all'attacco dei cattolici, il Cavour potè tener fronte alle So­cietà Bibliche, sia perchè aiutato in quel caso dalla moderazione e dalla com­prensione di Shaftesbury, sia perchè, stretto dalle circostanze, trovò pei momiers l'argomento decisivo: se spingevano a fondo l'attacco contro di Ini in concomitanza coi cattolici, avrebbero provocato la sua caduta, ma con loro danno, poiché ad essa sarebbe seguito il trionfo del partito reazionario, la libertà di culto in Piemonte avrebbe avuto termine e quindi la loro opera in quel paese non avrebbe più potuto continuare. 1) Questo argomento fu decisivo pei metodisti più intelligenti, mentre i più ottusi o fanatici furono quietati da un intervento del Cavour (che noi giudicheremo incostituzionale) presso la Magistratura di S. Remo, 2) per ottenere la scarcerazione del mal­capitato momier e la restituzione, mediante un artificio da lui stesso suggerito, delle Bibbie sequestrate.
Questa crisi coi metodisti è per noi significativa per vari motivi, il primo dei quali è che doveva ripetersi per occasioni consimili fino al 1860. Poi per­chè ci chiarisce quale vantaggio il Cavour ritraeva dalla discordanza tra Io statuto e le leggi che regolavano in quei tempi l'esercizio del culto negli Stati Sardi: abbiamo già detto che la Chiesa valdese poteva superare nella sua atti­vità i limiti stabiliti dalle vecchie leggi solo perchè al potere c'era un go­verno come quello nato dal connubio , illimitatamente favorevole alla li­bertà di culto. Ne veniva la conseguenza che se i metodisti inglesi volevano salvare quanto i Valdesi avevano fatto in quegli ultimi anni in Piemonte e quanto pensavano di poter fare nel futuro, necessariamente dovevano soste­nere il Cavour perchè mantenesse il potere. Tutto questo nell'interesse dei Val­desi, tutto questo perchè la discordanza tra lo Statuto e le leggi sopra ricordate, rendendo aleatoria la loro posizione, la legava alla permanenza al potere del governo del connubio. In conclusione, senza che nessuno lo volesse, i valdesi erano ostaggi nelle mani del Cavour, ostaggi preziosi agli occhi dei loro confratelli d'oltre Manica. In tal modo in Inghilterra un partito abba­stanza numeroso, abbastanza attivo ed influente per trascinare con sé in determinate circostanze la Nazione, era legato pei suoi presupposti ideali, pei suoi interessi alla causa italiana. La prova dei fatti doveva dimostrare che questo partito, messo di fronte alla possibilità di giovare alla causa ita­liana ma con danno, sia pure solo diplomatico, degli interessi inglesi, avrebbe ripiegato, abbandonando in quel caso al suo destino la causa italiana. Per questo il Cavour non riuscì, nemmeno mediante l'efficace aiuto di questo partito, a schierare l'Inghilterra contro l'Austria, e quindi non potè raggiun­gere questo che fu il suo scopo supremo in politica estera fino al 1859. Non
1) ìbidem, p. 61.
2) Cavour 11'Inghilterra, eli:., p. 61, e la lettera da Torino del Cavour, del 31 marzo 1855, all'Intendente generale di RTSH Ottavio Ferrerò della Mormora (pp. 2M-242 dello Nuove let­tere inedite dd conte Camillo di Cavour, edite dal MAYOB, Torino, 1895).