Rassegna storica del Risorgimento
INGHILTERRA ; PROTESTANTESIMO ; CAVOUR, CAMILLO BENSO DI ; METO
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1954
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433
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Cavour e i metodisti inglesi 433
tica italiana del Cavour. ]J Questi fu costretto, durante la maggior parte del tempo in cui si ebbero le sedute del congresso, a tener tranquillo con tutti i mezzi a sua disposizione il partito evangelico. Così al fallimento del suo programma più vasto ed importante al congresso di Parigi contribuì non poco il fatto che non potè servirsi degli antipapisti per non suscitare l'opposizione cattolica francese, e non potè servirsi di Napoleone III per non suscitare l'opposizione protestante inglese. L'una e l'altra forza con lui alleate presentavano programmi diversi e contrapposti e data la passione che ognuna portava al conseguimento del proprio, l'ima elideva l'altra. Da questa stretta il Cavour potè salvarsi soltanto ripiegando su di un programma minimo, che tutti conosciamo. E però certo che anche quel programma minimo fu realizzato anche e soprattutto perchè il Clarendon sentì l'impulso che gli veniva da tutto il suo paese, commosso a favore del Piemonte e contro il papato temporale dal partito evangelico. 2) Per ottenere il favore di questo partito, di cui in quel momento aveva bisogno, il Clarendon assunse nella famosa seduta dell'8 aprile 1856 a Parigi quell'atteggiamento battagliero ed intransigente, che pervenne ad ingannare anche il Cavour sulle intenzioni dell'Inghilterra nei confronti dell'Austria. Dal 1856 al 1861 Shaftesbury sostenne sempre per quanto fu in lui la politica italiana del Piemonte: nei mesi critici del 1859 quando la politica di Londra fu più avversa a Torino, egli fu l'ultimo fra gli inglesi ad abbandonare il Cavour, e fu tra i primi a sostenerlo di nuovo, quando gli eventi glielo permisero. La sferza che lo faceva agire era sempre la stessa: il Cavour ben lo sapeva e nei momenti critici la adoperava senza risparmio. Non possiamo fare a meno di riportare questo passo di una sua lettera a Emanuele d'Azeglio: 3) Faites apparaitre à ses yeux cioè a quelli di Shaftesbury le spectre du Papisme étendant sa domination sur tous les pays qui subiront l'influence Autrichienne, e'est à dire sur la moitié du continent européen. Peutétre parviendrezvous à lui faire jeter un cri d'alarme qui retentissant sous les voutes d'Exeter Hall ira troubler le repos des Ministres...
Exeter Hall era la sede a Londra delle Società Bibliche. 4) La tirannia dello spazio ci vieta di dilungarci. Non possiamo, però, finire queste poche pagine senza accennare ad un fatto che per noi è estremamente importante: Cavour non accettò, dal Réveil, soltanto la formula giuridica a tutti nota, o meglio, questa non fu per luì una formula che esaurisse nella giuridicità tutto fl suo significato e fl suo valore. Fino a questo punto, seguendo le nostre considerazioni, la posizione del Cavour può apparire equivoca, in quanto confusa con quella degli antipapisti. Ora è necessario che noi dissolviamo questo equivoco: il Cavour non volle in nessun modo essere antipapista, nel significato anglosassone della parola. Semplicemente egli comprese quante energie potevano essere svolte a favore della causa italiana, agitando a tempo e luogo l'ideale della riforma religiosa, nel mondo anglo-sassone. Ma la sua
J) ibidem, E. D'Azeglio a Cavour, 9 marzo 1856, pp. 287-289.
2) E- D'Azeglio a Cavour, 1" aprile 1856, eU., p. 40*.
3) Cavour a E. D'Azeglio, V gonfialo 1856, vai. eit., pp. 154-156.
*) Exeter Hall.... ranked ai definite unti cnnsiderable politicai forco (I. L. e 8. HAM-MOKD, dL p. 226). È una sala pur adunanze, sullo Strano1, a Londra (D. del tr. della Storia tkWInghilterra di <r. M. TWSVBWAT), CU., p. 372).