Rassegna storica del Risorgimento

KOSSUTH LAJOS ; UNGHERIA ; RICASOLI BETTINO
anno <1954>   pagina <438>
immagine non disponibile

438 Stefano Màrkus
ardùìiL toutefois U est très accessiblc aux conseils de la raison: devoué à son pays mais en mente temps fort attaché au Roi, quindi sarebbe opportuno à lui faire comprendre qu'il est dans Finterei de la Hongrie aussi bien que de l'Italie de ne pus précipiter les événements (ALFREDO COMANOINI: II Principe Napoleone nel Risorgimento Italiano, Milano, 1922, p. 207, 24 febbraio 1861). Je crois qu'il est de mon devoir de faire tous les efforts pour l'eviter ou du moins pour la retarder. Après tous si la guerre Sciate nousfairons notre devoir (Ivi, p. 213, 2 aprile 1861).
Notiamo che lo stesso Kossuth, nel suo messaggio inviato in Ungheria al Comitato clandestino il 17 marzo 1861, aveva sconsigliato i suoi compa-triotti dall'esodo attraverso la Moldavia, dato l'ambiguo contegno del Prin­cipe Couza. Abstinez Tous d'envoyer dee Polonais en Italie; et n'envoyez plus des volontaires > leggiamo in due dispacci inediti di Cavour al Cerruti in data 4 maggio 1861 rispettivamente del 25 maggio 1861, wRVArch. Stor. Min. Esteri, Roma, reg. 13 n. 303 e 333.
Tali direttive però non furono prese alla lettera ne sotto Cavour né sotto Ricasoli, come risulta da una lettera inedita di Durando al Cavour e da una relazione pure inedita del Cerruti al Ricasoli. Près de deux cents Hongrois, émigrés politiques scrive al Cavour il Gen. Giacomo Durando peu sùrs de Vospitaliié Valaque, traqués par les Autrichiens ont été embarqués à Galatz par notre Consul. J'ai engagé M. le Commandeur Cerruti le pouvoir à leur embarquement jusqu'à Messine ou Naples pour qu'ils aillent, selon leur désir, prendre service dans notre armée. Je crois que nous ne pourrions refuser notre ospitalité et nos secours à ces infortunés, que les tracasseries Autrichiennes ont force à expatrier, et qui viennent nous offrir un concours qui pourrait nous etre d'une grande utilité dans les eventualités avenir. Par une dépèche que je viens de recevoir de M. Leardi (Console d'Italia a Galatz) ou moment d'achei)er ces lignes, j'apprends que V. E. lui avait donne des instructions de ne point envoyer ces hommes en Italie. Mais la dépèche arriva bien tard... V, E. voit
quelle responsabilité nous prendions devant l'opinion publique et la Hongrie
Mr. le Commandeur Cerruti hésitait un peu par suite de cette communication de Galatz, mais j'ai dà prendre sur mai de l'encourager ... (Arch. Stor. Min. Esteri, Roma, busta 16-173, Péra 20 Mais 1861, n. 45.32-61 - Leg.).
Marcello Cerruti a sua volta per giustificarsi con il Presidente Ricasoli. invocava addirittura il prestigio del He: Dacché codesto Ministero mi racco* mandò di sospendere per quanto fosse possibile l'invio ai Regi Stati d'emigrati esteri, mi astenni .... Ma si presentano di quando in quando delle circostanze dalle quali mi trovo dominato in modo assoluto che mi portano ad interpretare le di Lei intenzioni anziché seguire la lettera di istruzioni che per altro hanno sempre qualche riserva. Egli è così che non ho potuto fare a meno di far partire due giovani soldati ungheresi per raggiungere la Legione di Napoli e che oggi pago il viaggio di cinque altri qui giunti nella settimana. Questi ultimi, disertori deWAustria nel 1859 servirono già nell'armata Italiana e fecero parte dei riman~ dati in Austria dopo la pace di Villafranoa. Nello stato attuale delle cose in Un­gheria essi credettero ...giunto altra volta il momento di disertare, e mi comparvero qui. Se io non K facessi proseguire l'Inter nunzio Austriaco ne chiederebbe la con­segna, il che farebbe un cattivissimo effetto in Ungheria a scapito dell'influenza morale che la generosità del Re seppe guadagnarsi colà (Costantinopoli, 24 lu­glio 1861, n. 11501 riservata, inedito, nnìVArch. Stor. Min. Esteri, Roma),