Rassegna storica del Risorgimento
KOSSUTH LAJOS ; UNGHERIA ; RICASOLI BETTINO
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1954
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441
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// barone Ricasoli e la questione ungherese 441
tra quelle nazionalità. E disse al Nigra con rude franchezza: Ungheresi* tran* silvani, croati. Schiavarli tutti si odiano cordialmente e sebbene portino odio aW Austria io credo che pia potente sarà Podio tra loro (18 gennaio 1861, VI, 313). Frattanto il Barone Ricasoli ricevette un esemplare dell'opuscolo UAuttiche et la Diète de Hongrie, che l'autore, Giovanni Ludvigh, già deputato ungherese nel 1848, gli fece recapitare da Bruxelles (v. la lettera inedita di Ludvàg a Kossuth 22 luglio 1861, Ardi, Bp., n. 3366). Nell'estate del 1861 i giornali italiani dedicarono largo spazio alle sedute dalla Dieta Ungarica. Rilevarono come essa era composta in maggior parte di elementi compromessi del '48-49 e che ambedue i partiti erano d'accordo in merito alla unione meramente personale, condizionata al ripristino delle leggi del 1848. Con particolare rilievo venivano pubblicate le notizie del rifiuto degli ungheresi opposto all'offerta di designare in base al rescritto del 21 febbraio 1861, i propri rappresentanti al parlamento Imperiale di Vienna (Reichsrat). Sulle colonne dei quotidiani italiani trovò favorevole ripercussione il fatto che vari commissari austriacanti incaricati di reprimere la resistenza dei capoluoghi venivano ricacciati, mentre Kossuth, Turr e Klapka venivano eletti membri onorari dell'assemblee regionali e Garibaldi acclamato dalla gioventù nelle pubbliche dimostrazioni (Gfr. ALBEBTO BERZEVICZY, AZ absolutismus kora Magyarorssàgon 1849-1865, Budapest, 1922; u>.., Gli esuli ungheresi in Italia nella seconda metà dell'Ottocento, Roma, 1932).
La situazione creatasi in Ungheria nell'agosto 1861 in seguito allo scioglimento della Dieta con un decreto imperiale che pose fine alla parentesi costituzionale iniziata con il rescritto reale del 20 ottobre 1860, così veniva interpretata da un giornale di Napoli, organo di Bonghi, Spaventa, Imbriani e Villari: Si guarda con tanta attenzione dalla parte di Torino, Parigi e Caprera come dalla parte di Vienna. La dissoluzione della dieta sarebbe un indizio che il governo di Vienna si crede in stato di eliminare con la forza ogni resistenza in Ungheria. E possibile che il Gabinetto di Vienna voglia precipitare gli avvenimenti e cerchi prepararsi per gli affari d'Italia terminando la contesa con gli ungheresi mentre il Regno d'Italia è impedito dalle difficoltà di Napoli (Il Nazionale, A. L, n. 293 e n. 999, del 7 agosto 1861). In questi giorni un amico di Ricasoli, Pietro Puccioni osserva che Vattenzione europea si volge alV Ungheria. Questa controversia ungherese è occasione di agitazione e Giuseppe Dolfifa sforzi per radunare una futura Legione Garibaldina destinata aW Ungheria (6 agosto 1861; MABIO Puccaom, L'Unità dell'Italia nel pensiero e nell'azione del Barone Bettino Ricasoli, Firenze, 1932, p. 402). Nell'estate del 1861 una spedizione condotta da Turr e da Mieroslawski doveva sbarcare sulla costa adriatica (cfr. E. K. KASTNER, La liberazione del Veneto e remigrazione ungherese, Roma, 1941). Tanto è vero che il 16 agosto 1861 giunse dall'Ungheria un einissiario per conferire con Kossuth.
Nel settembre 1861 Lorenzo Valerio, che lo conosceva sin dal 1859, desiderava sentire il suo parere intorno agli sviluppi della crisi in Ungheria. Questi rispondeva affermando che le concessioni e le intimidazioni non facevano desistere gli Ungheresi; pero la probabilità di una distensione andava crescendo se l'Italia non prendeva l'iniziativa (Genova, 28 settembre 1861, L. K., op. eh., V. 92). Anche dal tono di una lettera di Kossuth a Stefano Turr trapela l'ansia causata dal prolungarsi della tensione dell'attesa; egli non n tende andare a trovare il Ricaaoli senza un formale invito né gli scriverebbe