Rassegna storica del Risorgimento
KOSSUTH LAJOS ; UNGHERIA ; RICASOLI BETTINO
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1954
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446
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446 Stefano Màrkus
stione magiara. Alludendo poi ad un piano di operazione combinata con il Re, con Rattazzi e con Garibaldi, Ludovico Kossuth sollecitava le notizie sulla dislocazione delle forze austriache sulla linea Cattaro-Brasso ed accennava al fatto che il Re aveva mandato un emissario direttamente al principe Couza, ma i francesi adesso sembrano inclinare verso una soluzione combinata con Belgrado. Quindi esorta gli Ungheresi ad essere pronti ad ogni eventualità e pertanto a tenere in efficienza l'organizzazione segreta (1 aprile 1862, op. cit voi. Ili, p. 712-716).
Quasi contemporaneamente il conte Alessandro Kàrolyi ebbe a Parigi un colloquio con il Principe Girolamo Buonaparte, il quale gli manifestò la propria soddisfazione pensando che Urbano Rattazzi avrebbe fatto di più che Ricasoli per la Legione Ungherese, la quale dovrebbe contare egli disse non mille ma più di ottomila persone ed invece di essere adoperata alla repressione del brigantaggio dovrebbe essere trasferita a Milano. Ed infatti nell'agosto 1862 avvenne il trasferimento della legione da Nocera ad Alessandria, perchè parte di essa aveva abbandonato il posto per recarsi da Garibaldi ad Aspromonte (Cir. ATTILIO VIGEVANO, La Legione Ungherese in Italia, Roma, 1924).
A proposito delle nuove trattative francesi con Belgrado, Neméskéri Kiss nelle sue lettere si lagnava del carattere instabile di Luigi Napoleone. Ma secondo il Kàrolyi anche il Principe Girolamo in quell'occasione sembrava tutto preso dall'affare con i Serbi mentre degli Ungheresi non disse altro che essi aspettano tutto dal di fuori. A questo proposito torna utile citare il giudizio sul carattere di Girolamo formulato da un recente biografo: D*une vivacité qu'il n'arrivati pas toujours à dominer, d'un esprit très primesautiery il s'appliquati à toute chose avec ardeur, mais changeait fréquentement l'objet de ses préoccuputions. NapolSon III devati avec raison lui reprocher son manque de persévérance: son ardeur était trop grand pour quHl persistati longtemps dans la mime vaie. Malgré la mulliplicitù de ses entreprises, j a mais les événe-ments ne se succedèrent assez vite à son gre et son immense besoin d'action devati toujours rester inassouvi. D'ime nature impetuose, à peine formulést il voulait voir ses projets réalisès (E. D'H: op. cit. Paris, 1925, p. 227). E ovvio che un uomo dotato di tale temperamento non poteva andare molto d'accordo con Bettino Ricasoli. Commentando poi la caduta del Ministero Rattazzi Ludovico Kossuth osserva che questi, barcamenando tra garibaldini e moderati, fini con l'inimicarsi destra e sinistra, e che dalla sua condotta incoerente venivano consumate le sue splendide capacità e con la dimissione avvenuta alla fine del dicembre 1862 svanirono anche quei piani concordati con lui e con il Re i quali avrebbero potuto condurre dice il Kossuth al riacquisto deWindi'pendenza d'Ungheria {Ivi, p. 718).
Ritiratosi nella solitudine del suo avito castello di Brolio, il Barone Ricasoli tenne a precisare a Ubaldino Peruzzi come egli persino negli ultimi giorni del suo governo tornò a riprendere il filo della questione ungherese: Io era in stretta relazione con Kossutli ed altri Ungheresi... e recentemente con Kossuth si erana concertate alcune cose da porre in opera successivamente e questo era perfettamente all'unisono meco. Ed aggiungeva che non già con Turr, col quale era molto in indifferenti rapporti (3 aprile 1862, T. G., Vili, p. 43). Notiamo che il gen. Stefano Turr (cognato di Urbano Rattazzi, avendo il generale ungherese sposato I'il sottcmHrc 1861 una cugina dell'Imperatore