Rassegna storica del Risorgimento

KOSSUTH LAJOS ; UNGHERIA ; RICASOLI BETTINO
anno <1954>   pagina <447>
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// barone Ri rosoli e la questione ungherese 4>4>7
Napoleone UT, Adelina Wyse-Buonaparte), in alcune sue lettere confessa la propria scontentezza per i metodi tutt'altro che audaci del Barone Bicasoli. Da parte sua il Re nella lettera in cui accettò le dimissioni rimproverò al Ricasoli la mancanza di temerarietà che aveva caratterizzato certe azioni di Cavour, e scrìveva al suo genero Girolamo alludendo al contegno del Rica-soli, nella questione veneta e ungherese: J'ai travedile beaucoup, moù seu à preparer Pavenir cet hi/ver lorsque abandonné par le ministère Ricasoli... pai dà faire quasi tout par moi mime... (22 aprile 1862, ALFREDO COMANDICI, op. cit., p. 228). Di fronte a tali accuse sentiamo ancora cosa diceva il Ricasoli alla fine dell'anno 1863: Non so bene che cosa ci riserba Vanno nuovo... Sono un pò1 incredulo al supposto gran moto ungherese. Dio volesse che ciò fosse. Uoc­casione sarà in breve propizia (T. G., VII, 198).
Nell'anno seguente, in attesa del suo ritorno al governo, il Barone Rica-soli ricevette le seguenti informazioni dal suo fido collaboratore Celestino Bianchi: Ho raccolto notizie che ella desiderava dell'Ungheria che si possono riassumere come segue: sino al 1861 dominava in Ungheria lo spirito rivolu­zionario (dei liberali separatisti). Nel 1861 fu convocata la Dieta e Dedk fu applaudito. Da quel giorno Vascendente dei capi dell'emigrazione divenne meno efficace. La Dieta fu poi disciolta senza risultati e Deàk disse: Possiamo aspet­tare. Il partito rivoluzionario riprese coraggio ma nel 1863 scoppiò la insurre­zione polacca e tornò funesta a quel partito. Un'alleanza franco russa, anche se diretta contro V Austria è malveduta in Ungheria continua a spiegare Celestino Bianchi perchè la politica russa si appoggia sugli elementi slavi e scismatici anziché sulla popolazione Madgiara... Il nerbo della nazione sta con Deàk e Dedk non vuole entrare in trattative alcune con Schmerling, sino a che la Dieta non sia convocata. Ora si aspettano le elezioni e la riconvocazione della Dieta. Deàk vuol fare quest'ultimo tentativo. Il partito della rivoluzione promette una insurrezione in Ungheria, quando una spedizione armata con Kossuth e Klapka sbarcasse in qualche punto del territorio ungherese ed asse­risce che in questo caso Deàk non ostaggerebbe il movimento ma alla peggio si terrebbe in disparte.... Anche una guerra dell'Italia con VAustria ed uno sbarco di Garibaldi sarebbero causa di un movimento in Ungheria, il quale altrimenti nella condizione attuale delle cose, non sembra probabile (24 febbraio 1864, T. G. VII. 202-204). L'opinione di Celestino Bianchi se la confrontiamo con le fonti ungheresi ci pare essenzialmente vera ed esatta. Si delineavano già allora i futuri sviluppi che si attuarono poi con il successore di Deàk, An-dràssy, nel tempo di Bismarck e Grispi. Quindi è ovvio che sarebbe troppo ingiusto pretendere proprio dal Ricasoli di non aver impedito una svolta della storia d'Europa, che era un risultato di un complesso di cose le quali evidentemente esulavano dalla sua sfera di azione.
Tuttavia due anni dopo vediamo che lo stesso Ricasoli assume un con­tegno opposto a quello da lui mantenuto con ferma coerenza nella questione ungherese.
Durante il suo secondo Ministero pochi giorni dopo l'infelice battaglia di Gustosa, il barone Ricasoli si sentiva indotto a proporre un espediente al quale era stato sempre riluttante in precedenza. Infatti il 26 giugno 1866 egli indirizzo una lettera al Geo* Lamarmora al campo: Io credo che non sa­rebbe savio se non si adoperasse utilmente il Garibaldi. Raccomando a V. E. di voler accettar* in principio la proposta spedizione,... Io sto combinando con