Rassegna storica del Risorgimento

KOSSUTH LAJOS ; UNGHERIA ; RICASOLI BETTINO
anno <1954>   pagina <448>
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448 Stefano Màrkus
le popolazioni delle vallate danubiane... i modi per effettuare Vinsurrezione che riuscendo dovrebbe porre tanto scompiglio nell'esercito austriaco (T. G., VII-I, 23). Mentre prima il suo dogma era quello che la spedizione doveva essere prece­duta da una insurrezione ora invece fu proprio lui che cercò di convincere per la tési opposta il generale La Marmora avverso a qualsiasi combinazione con elementi irregolari. Quando il Kicasoli finalmente voleva immedesimarsi con l'argomentazione sostenuta per tanti anni dai fuorusciti ungheresi era ormai troppo tardi.
Mettendo sulla bilancia gli elementi positivi e negativi ci pare lecito affermare che nel perìodo che va dall'immatura morte di Cavour alla cata­strofe del volontarismo ad Aspromonte, la tenace resistenza passiva degli ungheresi teneva legata una mano dell'Asburgo proprio in quei tempi in cui l'Italia, all'indomani delle annessioni aveva bisogno di una tregua di asse­stamento. I fatti verificatisi poi durante la guerra del 1866 stanno a dimo­strare che la prudenza di Bettino Ricasoli non era infondata. Dall'altro canto è altresì vero che senza il continuo appoggio dato dall'Italia alla causa magiara dinanzi all'opinione pubblica europea le condizioni del Compromesso nel 1867 sarebbero state meno vantaggiose. H barone Bettino Ricasoli senza trascinarsi in una impresa troppo arrischiata, seppe trattare la questione ungherese con profonda comprensione delle sue legittime aspirazioni verso il ripristino della libertà costituzionale.
STEFANO MÀRKUS