Rassegna storica del Risorgimento

TRIVULZIO DI BELGIOIOSO CRISTINA ; PARIGI
anno <1954>   pagina <450>
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450 Maria Marnilo di CondoJanni
tando la pubblica opinione e spingendola alla realizzazione ed alla conquista delle nuove mete. Tra i pionieri, gli assertori del profondo movimento poli­tico e sociale salirono in grande fama i nomi di Joseph de Mais tre, Paul Louis Courier, Lamennais e Prudhon, scrittori e polemisti, di Camillo Jordan, di Guizot, di Benjamin Constant, di Collard, di Adolfo Thiers, oratori par­lamentari e giornalisti, di Vittorio Cousin e del Villemain, oratori universi" taxi.
Questi grandi uomini, oltre a guidare, con la loro eloquenza e con i loro scritti, le correnti della pubblica opinione in politica, si imponevano con la loro intelligenza anche nel campo della letteratura e della filosofia, deter­minando quel meraviglioso rifiorire della cultura che si chiamò romanticismo ed ebbe gloriose tradizioni ed insigni apostoli.
In Francia tale movimento ebbe inizio verso il 1823 nel famoso salotto dell'Arsenale detto Cenacolo. Vi aderirono chiari ingegni come Nodier, Deschamps, Vigny ed altri numerosi, ma ben presto prevalse su tutti il genio di Victor Hugo.
Una notevole riforma fu apportata alla lingua francese ed al verseggiare dai poeti Lamartine, De Vigny, de Musset. H teatro romantico ebbe anche i suoi sommi esponenti in Hugo e Scribe, ed il romanzo romantico riconobbe per suo caposcuola George Sand. Né qui si arrestò l'ascesa della cultura fran­cese: nuove correnti letterarie apparvero guidate da altri grandi: il romanzo realistico nacque e si affermò con Balzac, quello psicologico con il Saint Beuve e lo Stendhal, e la novella artistica col Merimée. Anche la storia ebbe i suoi campioni: il Michelet, il Thiers, il Tocqueville, il Guizot, il Mignet.
Parigi rappresentava in quel tempo il centro delle nuove idee politiche, del pensiero e della cultura.
Era la metropoli francese un vasto firmamento in cui brillavano gli astri più splendenti. Verso quella luce si diressero, insieme agli uomini di cultura ed ai genii, i perseguitati politici e gli esuli di ogni Paese.
La rivoluzione del luglio 1830, che aveva portato sul trono di Francia Luigi Filippo d'Orleans, aveva segnato la vittoria delle correnti liberali-nazionali, ma ben presto un altro partito era sorto ad osteggiare questo clamoroso successo: il partito della resistenza, composto dai liberali moderati. Tale movimento mirava a resistere e ad opporsi ai progressivi sviluppi rivoluzionari, ed a consolidare il nuovo regime con una politica moderata.
Luigi Filippo fu subito attratto da questa nuova corrente e si distaccò dai liberali ad oltranza che pur erano stati quelli che lo avevano portato sul trono. Né qui si fermavano le scissure ed i contrasti politici nella Francia, perchè nello stesso tempo altri partiti spiegavano notevolissime attività: i bonapartisti, i repubblicani, i cattolici-liberali, cercavano di guadagnar proseliti battagliando con ogni mezzo a loro disposizione. Il Re, in tutto questo tumultuare di concezioni e di tendenze, si irrigidiva sempre più nella sua politica moderata appoggiandosi al partito della Resistenza, mentre le correnti liberali, delle quali il Thiers era uno dei maggiori esponenti, pro­seguivano la lotta con maggior fervore per raggiungere altre mete.
Ebbero in quel tempo una importante funzione politica e culturale le riunioni mondane, detto sa Iona, che accoglievano le personalità più in vieta della cultura, dell'arte, della politica e della mondanità della Francia e di ogni altro Paese. Di questi salotti alcuni furono celebri e passarono alla