Rassegna storica del Risorgimento

TRIVULZIO DI BELGIOIOSO CRISTINA ; PARIGI
anno <1954>   pagina <451>
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La formazione politica della Belgioioso, ecc. 451
storia perii grande apporto che diedero, con la fusione delle idee e lo scambio delle differenti concessioni politiche ed intellettuali, alla diffusione delle nuove dottrine nel mondo.
Gli esuli italiani furono ansiosi di frequentare tali ritrovi, ove furono accolti con sentimenti di fraternità, di comprensione, ed ove ebbero consigli e aiuti morali e materiali. Guglielmo Pepe, Tommaseo, Gioberti, Mamiani, Ferrari, Sirtori, Pellegrino Rossi, Michele Amari, ai ritrovarono sovente in quei salotti rinomati ove, tra le inebrianti musiche di Bellini e di Rossini, avevano agio di scambiare con i patriotti italiani, e con quelli francesi e di ogni altra nazione che vi si trovavano, i loro sogni, le loro speranze, i loro progetti.
Questo era l'ambiente di Parigi quando la Belgioioso vi giunse ed andò ad abitare in ima modesta casa della periferia. Ella non aveva, allora, una preparazione politica completa, perchè l'ambiente in cui in Italia aveva vissuto non le aveva offerto che poche occasioni di contatti con i grandi cospiratori. Viveva, quindi, in un completo isolamento, lontana dal mondo culturale e politico, ove si maturavano gli eventi e si forgiavano le armi per il raggiungimento dei grandi ideali a cui ella tendeva.
Le fu in quel tempo compagno e fedele amico nella sventura Adolfo Thiers, colui che da li a poco doveva, per il suo genio, dominare le sorti della Francia. Fu appunto il Thiers ad incoraggiarla ed a spingerla ad uscire dalla oscurità in cui trascorreva i suoi giorni ed a procurarle ini invito dal vecchio generale La Fayette, anche lui grande patriotta e strenuo assertore della Unità ed Indipendenza d'Italia. Cristina, al suo primo apparire in quelle fastose sale, ove i maggiori luminari della politica e della cultura interveni­vano, insieme agli esuli liberali ed ai perseguitati politici di vari paesi, ottenne il più lusinghiero successo. Tutti fecero a gara per avvicinarla, per festeggiarla, trovandola oltremodo interessante. Gli inviti in altri celebri salotti le piovvero da ogni parte. Ella fu contesa, ammirata anche dalle grandi dame di quei tempi, come la Recamier e la Ancelot, che se la conte-sero nei loro salons. La sua affermazione nel gran mondo parigino fu com­pleta; ora il suo meschino appartamento alla periferia non era più compati­bile con i suoi nuovi successi mondani! Occorreva un alloggio più degno. La fortuna volle che in quello stesso tempo le cominciassero a pervenire da Milano le sue rendite, per essere stato revocato il sequestro al suo patrimo­nio. Questo provvidenziale rifluire delle sue entrate le permise di installarsi in una lussuosa palazzina nella rue d'Anjou. In quella nuova dimora ella apri un suo proprio salon che divenne da lì a poco celebre per i personaggi che lo frequentavano.
Richiamati dal grande fascino della patrizia lombarda, dalla risonanza del suo nome, dalia originalità dei suoi atteggiamenti, convenivano nel salone della rue d'Anjou lo personalità più in vista di Parigi: Thiers, Miguel, Gautier, La Fayette, Hugo, de Musact, la Recamier, Heine, la Sand, la Ancelot Thierry, Dumas, Balzac, Lamartine, Chateaubriand, ed insieme a questi gli esuli e patriotti italiani: Guglielmo Pepe, Tommaseo, Gioberti, Mamiani, Giuseppe Ferrari, Sirtori, Pellegrino Rossi, Michele Amari ed altri
grandi.
Nicolò Tommaseo, il grande filosofo dalmata pare che, oltre alla fervente ammirazione, nutrisse per la Cristina un ardente amore, non corrisposto.