Rassegna storica del Risorgimento
COMANDINI FEDERICO
anno
<
1954
>
pagina
<
455
>
Gente di Romagna
45S
* *
Per interessamento del Governo italiano, e particolarmente del Cavour, nel 1860 dopo l'occupazione di Viterbo, e nel 1863 del Rattazzi, si iniziarono trattative diplomatiche per la liberazione dei prigionieri politici appartenenti agli ex stati pontifici.
H Papa accordò la grazia; ma il Comandali non volle presentare la domanda, sicché dovette rimanere ancora in carcero.
Soltanto per vivo interessamento del celebre ebanista ed intarsiatore G. Battista Gatti di Faenza il 21 giugno 1864 ottenne che la pena del carcere duro a vita venisse commutata in quella di venti anni di cella, senza sorveglianza speciale.
Un altissimo prelato rivedendo il Gatti chiese se fosse contento; ed egli umilmente, come era sua natura: Non ancora* ma pazienza...
... e quel tavolo di ebano, soggiunse il prelato... quando uscirà fuori dal nostro laboratorio ?
e Gatti con un sospirane... Quando uscirà Comandini da Pollano.
Ma come mai Gatti, tanto interessamento vostro per un nemico della Chiesa?
Eh, rispose: Comandini è un galantuomo!
Trascorse un anno. H 21 giugno 1865, anniversario dell'incoronazione di Pio IX, il Pontefice liberò Comandini ed in quei giorni dal laboratorio del Gatti, che aveva nei pressi di S. Pietro, uscì quel prezioso tavolo di ebano e avorio squisito lavoro di intarsio.
Quando il Gatti si recò a Londra, Giuseppe Mazzini lo ringraziò del suo interessamento per Comandini; ed egli rispose semplicemente: sig. cittadino Mazzini, io non ho fatto nulla... è stato il Santo Padre.
* *
Federico Comandini dopo dodici anni di carcere sacrificati all'amor di Patria, uscito dalla galera, rientrò nella vita nella quale non smenti mai un solo momento la patriottica vivacità del suo intelletto, la generosità del suo cuore, la onestà assoluta del suo carattere integro. Egli era stato il prodotto del proprio tempo e del proprio temperamento quando alla Patria abbisognavano onesti, sinceri, tenaci, numerosi ed oscuri lavoratori disinteressati, i cospiratori indefessi pronti al sacrificio, fidenti nella vittoria finale dell'idea unitaria.
Uscì di carcere quale vi era entrato, visse sempre uguale, e come visse morì il 16 maggio 1893 in quella Cesena dove era nato.
DARIO MAZZOTTI