Rassegna storica del Risorgimento
"ARMONIA"; CAVOUR, GUSTAVO BENSO DI ; GIORNALISMO
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1954
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Bianca Montale
Particolare interesse presenta il raffronto tra la posizione politica di Gustavo di Cavour e quella del fratello Camillo. Malgrado essi sembrino trovarsi nel 1848 in due campi nettamente contrari, ai può senz'altro affermare, seguendo Patteggiamento del primo attraverso la lettura dell'armonia, che i due fratelli risultano ad un certo punto idealmente assai più vicini di quanto comunemente non si pensi. Gustavo stesso, difendendo nel 1850 Camillo in un articolo pubblicato dal foglio cattolico, affermerà una sostanziale concordanza con il fratello su determinati principi fondamentali di libertà.
Gustavo di Cavour appare nei suoi scritti molto spesso al di fuori dell'indirizzo generale dell'armonia. Il suo atteggiamento può a volte sembrare contradditorio, poiché si possono notare, accanto ad affermazioni che rivelano una mentalità aperta ad ogni moderna esigenza, asserzioni di carattere nettamente conservatore ed intransigente secondo gli schemi della corrente cattolicoreazionaria. Quell'equilibrio che non Io porta mai su posizioni troppo nette in polemica dura e scorretta con gli avversari; attenua però in lui i termini e le affermazioni nei riguardi di uomini ed ideologie avverse.
Tuttavia la posizione di Cavour è abbastanza chiara: nelle questioni religiose e comunque in tutte quelle questioni politiche che toccano in qualche modo il magistero spirituale della Chiesa egli è severo ed irremovibile, e non si scosta per nulla dalla linea dei collaboratori più reazionari del foglio cattolico torinese. È sufficiente ricordare alcuni punti essenziali delle polemiche sostenute dall'armonìa, e con essa dal Cavour, in questo campo: la dibattuta questione delle negate sepolture ecclesiastiche; quella dell'inamovibilità dei Vescovi; dell'allontanamento arbitrario di ordini religiosi dalle loro sedi.
Anche per quanto riguarda la questione romana Cavour difende logicamente Pio IX ed il suo diritto al potere temporale: egli ne afferma la necessità soltanto per l'esigenza dell'indipendenza spirituale del Pontefice, e perchè la Repubblica Romana sarebbe sorta illegalmente da un assassinio, contro legittimi diritti del Papa. Di questo problema più volte trattato, come di quello dei rapporti con la Santa Sede, Cavour discute con tono pacato e con un tentativo di obiettività, senza peraltro portare alcuna nuova argomentazione.
Altri punti della corrente cattolicoreazionaria sono comuni a Cavour: l'elogio incondizionato delle idee di conservazione politica e religiosa manifestate dalla Savoia, la difesa dell'atteggiamento politico del clero, la protesta per l'allontanamento dei Gesuiti (verso i quali pure Cavour non nutre eccessiva simpatia).
Pier ragioni di brevità, e perchè non. presentano alcun elemento nuovo, è opportuno tralasciare Tesarne di tali articoli, e passare alla considerazione di altri scritti di carattere politico che meglio caratterizzano la posizione di Gustavo di Cavour
Il suo primo articolo, ce Del progresso in senso cattolico , pubblicato sol numero iniziale del 4 luglio 1848, afferma che l'antico edilizio politico dell'Europa, con molta imprevidenza ricostituito nel 1814, si sfascia e rovina, e che in tali difficili circostanze il cristiano, che in quanto tale è ottimo cittadino, ha l'obbligo della carità e dell'amor di patria. Il programma su cui si fonderà H nuovo giornale cattolico sarà dunque questo: fermi restando i dogmi del Vangelo che non sono suscettibili di miglioramento, occorre acce