Rassegna storica del Risorgimento
"ARMONIA"; CAVOUR, GUSTAVO BENSO DI ; GIORNALISMO
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1954
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Gustavo di Cavour e L'Armonia
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dere a nuove applicazioni della morale alla vita pubblica, a nuove legali concessioni, a nuovi obblighi.
L'immutabilità dei dogmi si concilia col naturale desiderio di progredire; le scienze sociali sono suscettibili d'indefinito progresso, ed ogni pretesa di inconciliabilità dei due termini è vieto pregiudizio.
Queste le linee essenziali della posizione di Cavour.
Motivi di notevole interesse offrono gli articoli, non sempre firmati ma da attribuirsi con certezza al Cavour, in base allo stile ed alla ben nota amicizia per il filosofo roveretano, che trattano delle opere di Antonio Rosmini. Nel numero 5 del 1848 svolge una benevola critica all'opera La costituzione secondo la giustizia sociale, che progetta uno stato costituzionale di carattere conservatore, basato sul censo, come forma ideale di ordinamento. Cavour esprime la propria complessiva approvazione, ed esorta i lettori alla conoscenza ed all'attenta considerazione dello scrìtto rosminiano, che per quanto suscettibile di modificazioni ritiene sostanzialmente accettabile. Successivamente, nel numero 75 del 1849, Cavour parla diffusamente de Le 5piaghe della Chiesa, l'opera che, scritta ben 16 anni prima, ha visto la luce soltanto nel 1848, La tardiva pubblicazione è, secondo Cavour, dettata dall'opportunità. I mali della Chiesa infatti sono derivati in massima parte dall'indebita autorità dei governi secolari sopra la Chiesa, mentre essa ha il diritto di conservarsi indipendente per tutelare il proprio potere spirituale. Il 1848, anno in cui il principio monarchico è indebolito da Dio come giusto castigo delle prepotenze verso il Papa, è momento opportuno di protesta contro l'assolutismo antiecclesiastico.
Cavour naturalmente elogia senza riserve l'opera, per la profondità dei concetti, l'importanza teologica e filosofica, e perchè tende all'utile ed allo splendore della Chiesa. Egli rimarrà non poco colpito, poco tempo dopo, quando l'opera verrà condannata, e pubblicherà un articolo di elogio per la pronta ritrattazione del Rosmini, in cui, riconfermando le sue lodi, ammette che qualcosa di meno opportuno può essere sfuggito, senza intenzione, all'illustre autore, che ha dato esempio di magnanimità, cristiana umiltà e purissimo zelo.
Cavour parla spesso, nei propri articoli, di liberalismo vero e di libe-? ralisin o fallace. Quello professato dall'armonia è, secondo lui, vero liberalismo, poiché ce poggia su di un profondo e sincero rispetto del giusto e dell'onesto. Quello degli avversari è larvato e fallace liberalismo, che mostra aperti istinti di dispotismo, e che va mostrando eccessi di intolleranza, specialmente nei riguardi del clero e della Chiesa. Questa rivendicazione della libertà assoluta per la Chiesa, ma non per i suoi avversari, ritorna spesso nelle colonne deWArmonia, in polemiche di grandissima importanza come quelle sulla libertà di stampa e di insegnamento. Per portare un paragone di stato veramente libero ed idealmente ordinato, Cavour porta l'esempio dei liberi americani degli Stati Uniti. Anche se in effetti negli Stati Uniti la libertà giova particolarmente alla Chiesa cattolica, è curioso tale elogio sulle pagine dell'Armonia che successivamente si scaglierà con violenza contro questi stessi Stati.
Sulla gravissima questione del matrimonio civile scorrono saWArmonia fiumi di inchiostro; numerosi articoli ricchi di citazioni teologiche si susseguono ininterrotti. Gustavo di Cavour, nei numeri 18 e 21 del 1848, tratta