Rassegna storica del Risorgimento
"ARMONIA"; CAVOUR, GUSTAVO BENSO DI ; GIORNALISMO
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1954
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Bianca Montale
ampiamente la questione con maggiore equilibrio e serenità. Posto naturalmente alla base di ogni considerazione il fatto che la Chiesa non può in alcun modo accettarlo o riconoscerlo, in quanto per essa il matrimonio è un sacramento, l'articolista esamina la posizione dello stato sardo di fronte a tale progetto. In molti paesi il matrimonio civile è una penosa e dolorosa necessità, in quanto condizioni particolari di vita e l'immoralità dilagante ne rendono in determinate circostanze ammissibile l'accettazione. Ad esempio in Inghilterra dove sono molte religioni capricciose e mancano ministri degni che dedichino la propria attività esclusivamente al sacerdozio, ed in Francia, dove l'immoralità ha preso campo paurosamente, il matrimonio civile si può, se non ammettere., almeno comprendere. Ma in Italia, a prescindere da motivi puramente religiosi, non esistono le condizioni per approvarlo.
Un articolo del 1 settembre è in difesa degli esuli polacchi rifugiati in Piemonte, a cui la Camera vorrebbe negare asilo: Cavour esorta i Piemontesi a dare una patria a chi non l'ha, essendo impossibilitato a ritornare nella sua terra oppressa.
Nei frequenti scritti in difesa dell'operato di Pio IX, cui suggerisce un programma estremamente cauto di riforme amministrative e di voto consultivo concedibile ai propri sudditi, il marchese Gustavo afferma che la funzione del Pontefice deve essere quella attribuitagli dal Primato giobertiano, opera che ha avuto immenso successo appunto per E sistema che propugnava. In successivi articoli, per oltre un anno, Cavour torna spesso a considerare il pensiero e l'operato di Gioberti. Come discepolo di Rosmini, egli non ha naturalmente troppa simpatia per gli atteggiamenti del filosofo torinese. Tuttavia Cavour si mostra più volte entusiasta delle tesi sostenute nel Primato.
Per quanto riguarda l'atteggiamento pratico di Gioberti nella vita politica il giudizio è un poco diverso, per quanto Cavour per solito riconosca all'avversario sensi generosi ed elevati e un tentativo di attuare una democrazia conciliatrice, e legale, rispettosa dell'umanità e della giustizia. Egli svolge una critica serena ed equilibrata agli errori di Gioberti uomo politico e, nel marzo 1849, in una presentazione del Saggiatore, nuovo periodico giobertiano, biasima l'eccessivo scatenarsi di Gioberti contro Mazzini. Alle dottrine di Giuseppe Mazzini egli scrive ben si sa che noi siamo profondamente avversi, ma noi non possiamo approvare le violente ingiurie che contro quell'uomo in cui egli una volta ravvisava un suo alleato, scaglia oggi Gioberti. In sostanza il redattore dell'armonia rileva l'involuzione e le notevoli discordanze tra il pensiero e l'opera di Gioberti e critica gli errori dei letterati portati alla vita politica. In particolare la più recente posizione del filosofo ormai assente dalla politica attiva propugna una generica libertà conservatrice troppo vaga ed indeterminata per essere compresa ed accettata.
Cavour nei suoi frequenti articoli in occasione delle elezioni giunge ad un'affermazione che colpisce per la sua novità sulle colonne dellMrmo-nai egli mette in dubbio, e qualche volta nega l'utilità dell'esistenza di un partito cattolico organizzato. Già il 19 settembre 1848 ammette che forse qualche imprudenza o debolezza diede realmente appiglio alle censure cosi smodate contro il partito cattolico; e prosegue, il 19 gennaio 1849, affermando che il termine di partito cattolico suscita sospetti e repulsione.