Rassegna storica del Risorgimento

"ARMONIA"; CAVOUR, GUSTAVO BENSO DI ; GIORNALISMO
anno <1954>   pagina <463>
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Gustavo di Cavour e L'Armonia 463
la civiltà , Nell'ultimo degli articoli Cavour tenta di formulare un pronostico che non è ottimistico, per lo meno a breve scadenza. Egli dice di non illu­dersi sul risultato, poiché vi è tempesta di passioni, di cui molte giustificate e legìttime* e l'uomo appassionato è sempre in pericolo di errare. Tuttavia egli ha fede nella vittoria finale della verità: siamo una minoranza coscien­ziosa, che svolgendo bene il suo compito ha la possibilità di trasformarsi in maggioranza. Conclude affermando: Quand'anche fossimo illusi, avrem­mo pur diritto ad essere tenuti per onesti ed inoffensivi.
Dopo le elezioni, constatato che il popolo come i sovrani non è in­fallibile, Cavour scrive accettando il responso popolare: Condizione necessaria ael governo costituzionale, a cui abbiamo prestato la più sincera adesione, si è che le minoranze debbano piegarsi alle decisioni delle maggioranze... ogni qual­volta, non contengono evidenti infrazione ai legami del giusto e dell'onesto. Riguardo ai principi di governo dissentiamo da entrambi quei partiti... Dovendo scegliere fra due sistemi da noi parimenti respinti, sentivamo una preferenza per la politica piti mite, più temperante, meno appassionata', ma non possiamo dimenticare che più di una volta fummo costretti a rivolgere parole di censura al passato ministero. Non ci reca meraviglia che l'istinto popolare abbia deter­minato gli elettori a favorire col loro voto il trionfo di una politica più. risoluta e più ardita.
Cavour, rifuggendo da ogni opposizione sistematica scrive: desideriamo di tutto cuore ch'esso (il ministero) possa realizzare tutto quel bene ch'egli certa­mente vuole, quantunque egli non adotti i mezzi che a parer nostro a quel bene più efficacemente condurrebbero, ma presagisce i risultati negativi a cui porterà il nuovo ministero: prevediamo che conseguenze gravose assai per la patria nostra siano per derivare dalla politica che attualmente prevale.
Particolarmente interessante è il giudizio espresso da Gustavo di Ca­vour sul Mazzini. Malgrado i frequenti articoli in difesa di Pio IX, e di con­danna ai rivoluzionari romani, l'articolista dell'armonia ha sempre parole di considerazione per Mazzini abile ed eloquente propugnatore di dottrine fu­neste e sovvertitrici, sul quale almeno non pesa quella taccia di spergiuro da cui non può esimersi Guerrazzi, e nemmeno quell'altra non meno turpe di com­plicità, nell'assassinio di Rossi.
Nei numeri 53 e 56 del 1849 egli scrive due articoli sul Mazzini, che co­stituiscono l'elogio migliore, fatto da un avversario, dell'agitatore genovese. Gli si deve riconoscere il pregio di grande scrittore inizia Cavour il suo stile conciso, robusto, energico produce molto effetto nel leggitore; so­lino di ornamenti, nemico delle ampollosità superflue di cui sogliono abusare i declamatori volgari che spingono pur essi ai rivolgimenti politici, Mazzini adopera una logica stringente ed argomenti incalzanti contro i suoi avversari... Sempre coerente con se stesso... egli mai non cade in contraddizione con se medesimo, mai non lascia divedere il menomo dubbio ch'egli provi sulla verità delle sue dottrine. Aggiungasi ch'egli è ben lungi dal blandire tutto le passioni popolari; anzi egli con una certa severa austerità versa l'obbro­brio sui vizi... Egli non nega resistenza della virtù e del dovere.., anzi, egli frequentemente invoca con calde parole quei sacri nomi di virtù, di giusti­zia, di sacrificio dei particolari interessi, ed il fa con discorso nobile, elevato, dignitoso... Aggiungasi che dai suoi scritti si può facilmente arguire dover egli possedere un carattere fermo e risoluto, una volontà ferrea ed inflessi-