Rassegna storica del Risorgimento

"ARMONIA"; CAVOUR, GUSTAVO BENSO DI ; GIORNALISMO
anno <1954>   pagina <464>
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Bianca Montale
bile, come una potente energia nell'azione. Né ci stupirebbe ch'egli avesse quell'altro pregio di cui gli attribuiscono vanto i suoi fautori; quello cioè di una specchiata probità nelle relazioni individuali e di una condotta mori­gerata ed onesta.
Quindi Cavour passa alla critica della dottrina mazziniana, il funesto sistema che egli definisce sistema hegeliano di moderna incredulità che tuttavia afferma chiaramente le proprie tesi e non si ammanta di ipocrisia. Mazzini va condannato in quanto considera il cristianesimo sorpassato. In parte egli lo accetta ma lo mutila, e mutilare significa ripudiare; in lui è er­rore, come in Maometto, nel concetto di superamento orgoglioso del cristia­nesimo. Secondo Cavour per Mazzini, che vuole distruggere il vecchio mondo ed edificarne un altro, il fine giustifica i mezzi e lo porta ad accettare, come a Roma, azioni vergognose verificatesi prima della sua venuta. Cavour con­crude riconoscendo all'agitatore genovese rettitudine, mezzi intellettuali potenti ed altamente apprezzabili, e il concetto politico di terza Italia poten­temente efficace.
Mentalità più aperta di altri collaboratori dell'armonia mostra ancora Cavour in un articolo numero 78 del 1849 in cui, discutendo sul tema della libertà di coscienza, tenta con molti funambolismi di difendere deter­minati atteggiamenti della Chiesa nel passato. Egli attribuisce a circostanze particolari ed a rarissime eccezioni di torti individuali episodi di intolleranza della Chiesa, sostenendo che talune decisioni energiche sono state assunte perchè non tutte le tendenze dell'animo umano meritano uguale rispetto e per le esigenze dei tempi, e dallo sforzo per difendersi fatto dalla Chiesa stessa. Oggi però queste sarebbero coazioni. Per questo il diritto canonico può e deve essere modificato, e si devono togliere le disposizioni di odierna intol­leranza.
Nel 1850 gli articoli di Cavour sull'armonia sono rarissimi: si va deli­neando un progressivo distacco dalla posizione del giornale che evidentemente in molti collaboratori specie don Margotti è assai più reazionaria e vio­lenta di un tempo.
H primo articolo individuabile perchè sottoscritto dal caratteristico segno di distinzione appare sul numero 42 del 12 aprile. Si riferisce al­l'avvenuta approvazione della legge Siccardi, tenacemente combattuta dal-l'Armonia, Cavour, dopo aver scritto: doverosi riguardi verso le supreme autorità del paese impongono qualche modificazione nel nostro contegno e linguaggio ed aver ripetuto che l'autorità dello stato va rispettata, per evi­tare il diffondersi di disordini, conclude con un'affermazione che colpisce non poco per la sua contradditorietà rispetto agli altri articoli dall'armonia pub­blicati sull'argomento Egli dice che nelle leggi contro il diritto divino occorre disobbedire agli uomini ed obbedire a Dio, ma aggiunge: noi non vediamo in quella legge che abbiamo con tanto calore combattuta quella radicale ed insanabile nullità da cui sarebbe viziata una leggo che fosse in opposi­zione diretta con lo stesso diritto divino immutabile . Cavour giunge poi ad affermare che a quei diritti di cui è stata spogliata la Chiesa poteva volonta­riamente rinunciare se le si fosse chiaramente dimostrato essere siffatta rinuncia voluta dalle esigenze dei tempi e dai bisogni della società oivile,. Questo peraltro non elimina le colpe di chi ha sostenuto tale logge in disac­cordo col Pontefice, ohe un giorno potrà intervenire a eanaro il dissidio iute-