Rassegna storica del Risorgimento

"ARMONIA"; CAVOUR, GUSTAVO BENSO DI ; GIORNALISMO
anno <1954>   pagina <465>
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Gustavo di Cavour e L'Armonia 465
riore dei cattolici piemontesi. In un articolo successivo, numero 49, il mar­chese Gustavo accusando di assolutismo Siccardi che non ammette di poter errare, e rileva ancora come in Inghilterra, in America, e persino in Francia ed in Prussia vi sia maggiore rispetto per le opinioni contrarie al governo, e si ammetta un'ampia critica che non è per nulla accusata di antipatriottismo.
H 23 agosto VArmonia riporta una lettera di Gustavo di Cavour, assente da Torino, all'Edio du Mota Blanc che aveva attaccato il fratello Camillo per il suo atteggiamento in occasione della morte di Santa Rosa. L'Armonia nel commento introduttivo, si limita a rilevare che la lettera è esempio sin­golare di amor fraterno, di tolleranza, di libertà bene intesa, di sincera im­parzialità . Gustavo scrive: Certamente le dottrine professate da mio fra­tello e da me sono assai differenti. Basti per convincersene il riflettere che egli è direttore del Risorgimento, ed io uno dei direttori dell'armonia. Tuttavia vi ha un punto importantissimo sul quale noi ci siamo sempre trovati perfet­tamente d'accordo, ed è quello della perfetta libertà ed indipendenza della cosciènza religiosa in faccia all'autorità civile in un paese libero. Così senza aver avuto tempo di consultarlo fo sicurtà che mio fratello biasima certa­mente l'assurda pretesa di coloro che vogliono chiamare i laici a giudicare una questione puramente spirituale, qua! è quella del rifiuto dei sacramenti... e prosegue discolpando il fratello da ogni accusa di aver provocato Io scandalo in seguito al caso Santarosa. Camillo Cavour, allora assente da To­rino, scriverà all'armonia una lettera di parziale rettifica all'affermazione del fratello che VArmonia si rifiuterà di pubblicare, ed apparirà sul nu­mero del 26 agosto del Risorgimento.
E evidente che già da questo periodo Gustavo di Cavour deve dissentire in qualche punto dalla linea dell'armonia, in quanto non sono più reperibili suoi articoli sino all'abbandono definitivo. Il clamoroso distacco si ha fra l'aprile ed il maggio del 1851. Pretesto occasionale pare, come riferisce don Margotti nelle sue note autobiografiche, un articolo del Margotti stesso ap­parso sul numero 44 del 1851, dal titolo I Carabinieri italiani e la rivista dello Statuto, che suscita la disapprovazione del marchese Gustavo. Lo Statuto ci ha l'aria di un povero pezzente afferma don Margotti alludendo a molte pretese violazioni che lo rendono lettera morta ed aggiunge che i Carabinieri italiani tendono al suo ultimo eccidio. Altro motivo sarebbe una polemica tntt'altro che leale e corretta nei riguardi del .Risorgimento, definito poco onesto dopo che il giornale liberale aveva lealmente ed obiet­tivamente elogiato Rosmini.
Il numero di lunedi 5 maggio reca infine la lettera di Cavour il quale dichiara di ritirarsi interamente dalla redazione dell'armonia. Non entre­remo in polemica rispetto al fatto che potè dar luogo a quella lettera com­menta V'Armonia per delicatezza e per riguardo all'antico onorevole collaboratore amiamo meglio restare senza difesa. Del resto siamo certi che se egli non avesse negato a se stesso un sol giorno di riflessione, come ne negò uno a noi di dilazione, o non avrebbe scritto, o scrìvendo avrebbe tem­perato le sue parole, rettificati i suoi giudizi, corretto le erroneità, e sopratatto omessa la denuncia di tendenze anticostituzionali, che non ci attendevamo da persona capace di apprezzarne il valore e le conseguenze .
Ecco la parte essenziale della dichiarazione di Gustavo: Da circa tre anni sono stato uno dei redattori e degli estensori del foglio VArmonia nel