Rassegna storica del Risorgimento

"ARMONIA"; CAVOUR, GUSTAVO BENSO DI ; GIORNALISMO
anno <1954>   pagina <466>
immagine non disponibile

466
Bianca Montale
quale ho sempre cercato di propugnare raccordo delle dottrine di una vera e sincera libertà costituzionale coi principi immutabili della fede cattolica. Dal primo giorno dello scorso aprile però, allontanatomi da Torino, non ebbi più in fatto veruna ingerenza nella compilazione di quel foglio, ed anzi disap­provai in modo esplicito alcuni articoli del medesimo che portavano l'im­pronta di tendenze anticostituzionali, e specialmente poi la polemica in modo inurbano ed ingiusto sostenuta contro il Risorgimento . Dopo aver accen­nato di aver preteso dalla redazione dell'armonia una dignitosa soddisfa­zione entro un determinato limite di tempo, e di non averla ottenuta, Ca­vour rende noto di ritirarsi completamente dalla redazione del giornale. Dopo aver ripetuto che i suoi principi sono quelli della conciliazione delle forme più larghe di politico reggimento con il cattolicesimo, Gustavo di Ca­vour conclude:Per avere voluto in mezzo alle concitazioni dei partiti soste­nere in tempi procellosi questa dottrina in Piemonte, mi sono guadagnato da una parte la reputazione di uomo retrogrado ed anti-liberale, dall'altra quella di spirito illuso da certe impraticabili utopie, e fautore di pericolose novità. Di ciò mi consola la testimonianza della mia coscienza; ma desidero però prender atto innanzi ai miei concittadini di alcune particolarità della mia vita pubblica e di certi inaspettati contrasti da me incontrati nel seguire costantemente la medesima mia via.
Questi nelle linee essenziali gli scritti politici di Gustavo di Cavour sulle colonne àtSPArmonia che si distaccano in parte dagli schemi consueti del foglio cattolicoreazionario. Cavour afferma di aver sempre seguito con coe­renza la medesima via e di trovarsi per questo avversato da oppositori e da amici. La sua asserzione è fondamentalmente giusta. In effetti la sua posi­zione non è mai netta e decisa con animosità polemiche in un determinato senso, ma rivela sempre equilibrio e desiderio di conciliazione: elementi che per lo più non sono quelli abituali dell'armonia. Cavour insomma è troppo a destra per i liberali e troppo a sinistra per i cattolici reazionari.
In un primo tempo, quando la lotta tra VArmonia e gli avversari è meno aspra, Cavour si trova maggiormente a suo agio nella direzione del foglio -torinese, anche perchè don Margotti non si è ancora imposto come figura di primo piano. Poi, dopo l'approvazione delle leggi Siccardi e l'inizio di una nuova fase della lotta senza esclusione di colpi, Cavour sente di non poter più condividere l'indirizzo del giornale e pubblica una dichiarazione di note­vole gravità, tacciando il foglio cattolico di tendenze anticostituzionali.
Molti suoi articoli presentano talvolta elementi sconcertanti: accanto ad affermazioni apertamente liberali si trovano asserzioni che ricalcano i noti motivi reazionari Per questo il valore ed il significato di certi suoi atteg­giamenti è spesso modificato ed attenuato. Ma in sostanza Cavour, irremo­vibile nelle questioni che interferiscono in qualche modo nel magistero spi­rituale della Chiesa, manifesta una mentalità aperta, sia pure in modo cauto, a nuove esigenze nel campo civile ed in quello politico.
Un giudizio complessivo sulla figura di Gustavo di Cavour, anche in base al suo atteggiamento successivo all'allontanamento dall'armonia, ci porta a concluder*; ohe egli si avvicina ansai più alla corrente del cattolice­simo liberale che non a quella reazionaria e retrograda del giornale torinese.
BIANCA MONTALE