Rassegna storica del Risorgimento

BORSIERI PIETRO ; STATI UNITI D'AMERICA
anno <1954>   pagina <471>
immagine non disponibile

Vita americana di Pietro Borsiarì 4T1
più, rapidità. Se in questo mezzo gli frulla pel capo qualche ghiribizzo, qualche infrawista (per amor del cielo non voglia intendere svista !) sui due paesi, regi' stra bene e male come Dio vuole, in certi suoi quinternetti, che sono il piti, sin­golare gazzabuglio che da che mondo è mondo siasi veduto mai. Talvolta la pigrizia è si forte che gli manca il coraggio di prendere la penna, e si rassegna con vero dolore di padre a lasciar fuggire e forse perire per sempre quel caro pensiero. Caro, dico, in quel momento di concepimento e di creazione; perchè un giorno dopo, con un istinto che forse è sapiente benché somigli quello de* bruti, non riconosce e non ama più i suoi parti, anzi ne sente un disprezzo e una detestazione da non dirsi, sieno essi i presenti, i passati, e persino i futuri. Per ajutarsi un pò* meglio a moltiplicare queste sue infrawiste sui due paesi, egli cerca da più mesi di avere le repubbliche Italiane di Sismondi, *> ed altri nostri storici, come pure la Storia Americana del ST Banckeraft, zì ma sinora Mr Dobson un. librajo amico suo che ha corrispondenza con Bruxelles, e che fa a lui molti piaceri non è stato capace di trovarglieli in prestito. In­tanto, per continuare il primo detto, venuta l'ora del terzo pasto, egli spinto dalla sete si diletta di farsi una tazza di caffè colla macchinetta, e sempre collo stesso genio barnabitico. Ma per vero dire, sebbene carichi la dose con una ab­bondanza affatto romantica, la droga essendo pessima in se e con garbo pensil-vano ridotta a carbone che forma una delle ricchezze di questo Stato, gliene vien fuori una tazza di caffè, che sta a quello, ch'Ella mia cara Amica berrà forse aìVora stessa, giusto come il romanticismo di Francia sta al romanticismo di Manzoni. Per compire la storia de1 suoi piaceri, il vecchio peccatore va soggetto non di rado a certe distrazioni. Perchè dicontro alle sue finestre sono di fila tre case di cufjiaie, e venditrici di guanti, dove stormeggiano dodici fanciulle per lo meno, runa più bella dell'altra. Ond'egli con gran sussiego, e un pò1 ridendo di se. un po' non ridendone affatto, socchiude le imposte delle finestre, e con un vecchio cannocchiale, vecchio almeno quanto l'occhio che vi si fissa, si prende animo di contemplare da uno spiraglio quando l'uno, e quando l'altra, delle fiorenti figlie di Penn. 3) La cronaca anche dice che talora spalanca ardita­mente le sue difese, e che il luccicare del cannocchiale, congiunto alla lontananza, e alVindole estremamente contemplativa delle donne americane producono l'inverosimile effetto, d'attrarre sopra di lui Vattenzione ài quelle fanciulle... Ma io ho tante altre cose da dirle, e vedo che a prendere la narrazione della mia nullissima vita di questo modo, dovrei scriverle un volume. Questo è che m'indi­spettisce coi libri di Washington Irving, di Cooper *) e di tanti Inglesi, che
i) Leonardo de Sismondi, storico ed economista ginevrino (1773-1842). la cui opera prin­cipale è riluttar* dee républiques itolimnes au maym Sge, in sedici volami, apparsi a Parigi tra il 1807 e il 1818. In rispostilo! capitolo 127, intitolato Quali nano le cause che mutarono il carattere degli Italiani dopo eli furono assoggettate le loro repubbliche o nel quale il Sismondi, calvinista, acrnsft In morale cattolica di avere pervertito lo spìrito italiano, Alessandro Manzoni rispose con la sua nota opera OstervaMÌoni sulla morale cattolica, edita a Milano dal Lampexti nel 1819.
2); Giorgio Baneroft (e non Banckeraft), noto nel 1800 e morto nel 1891, fu un illustre storico, statista e diplomatico americano, la cui opera maggiore è appunto la Iliaiory of the United States, pubblicata a Boston dal 1834 al 187S.
3) Guglielmo Penn londinese (1644-4718) che fondo nel 1861, come già s'è detto, la colonia quacchero che da lui prese il nome di Pennsylvania.
ì) Washington Irving (1783-1859) è uno dei maggiori narratori nordamericani del­l'Ottocento, autore di romanzi, novelle e scritti di storia. Fu anche ministro degli Stati Uniti a Madrid dal 1841 al 1846. La sua opera principale è Sketch Booh, edita nel 1619. James Feni-