Rassegna storica del Risorgimento
1848-1849 ; DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; FARDELLA DI TORRE ARSA
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1954
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Dal carteggio Torrearsa
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Dopo l'armistizio dovuto alla mediazione anglo-francese la situazione politico-diplomaticomilitare della Sicilia permane in una inerzia che prelude alla crisi finale.1'
Il Gabinetto Torrearsa manca non solo di energia e decisione, ma addirittura dì una linea politica: vive nell'iliusione che la preminenza dei liberali moderati non sia minacciata all'interno da alcun gruppo di opposizione, quando invece la frattura sociale sul fronte rivoluzionario si va facendo sempre più profonda,2) non sólo come riflesso della prevalenza democratica nei vari centri della penisola, ma altresì come effetto della scarsa efficienza della politica moderata. Vive nella illusione che la mediazione franco-inglese significhi, in ultima istanza, difesa degli interessi isolani, pur avendo le prove della reciproca elisione delle due politiche in funzione del reciproco sospetto. Vive nella attesa illogica di nn miracolo, di un evento nuovo e decisivo, ma, con strana contraddizione, depreca il radicalismo, metodo più efficiente di azione politica nelle circostanze eccezionali del momento. In realtà le accuse contro il tradimento inglese non hanno senso: e l'ultimo studioso che se ne è fatto interprete, il Falzone, ha trovato neh"Alatri un efficace contradditore. 3)
La verità è che, se mai ci fu una politica dell'assoluta inazione, questa fu la politica del Torrearsa.
La missione a Torino era praticamente fallita: ma il Ministero palermitano e i Commissari inventavano tutti i possibili sofismi e si attaccavano a tutte le novità per cercare di nascondere a se stessi questo fatto evidentissimo.*'
La dinastia borbonica preparava la riconquista militare dell'isola e perciò la Sicilia disponeva di una sola alternativa possibile: la difesa ad oltranza: ed invece le difese erano lacunose e deficienti, era incerta l'unità del comando, erano disorganizzati i servizi 5' e con estrema lentezza si tentava l'arruolamento di un reggimento di svizzeri 6' e si compravano armi e munizioni.7'
Ed è per queste che perdono significato gran parte delle manovre che i rappresentanti del governo siciliano tentano presso le Varie potenze italiane e straniere: è una politica velleitaria, slegata, che giunge sempre in ritardo rispetto al maturarsi della situazione.
L'obiettivo principale del Gabinetto Torrearsa: il riconoscimento de jure da parte degli altri stati, fallisce. L'eco di questo fallimento pervade una gran parte del carteggio, ora per la esaltazione del Gemelli 8' a cui il Governo Toscano ha concesso di apporre sul portone della Rappresentanza
1) Lo ammette anche uno storico assai benevolo verso la politica del Torrearsa: il DE STEFANO, op. cit.< p. 1243.
2) Cfr. ROMEO, op. cit., pp. cit.
3) Cfr. del primo: II problema della Sicilia nel 48 attraverso nuove fonti inedite, Palermo, 1951, e dell' Ai. ATBI, La rivoluzione siciliana del '-W-Ì9 e la diplomano italiana ed europea, in Belfagor, anno VI-6, e unno Vll-1, pp. 629-50 e 13-35.
*' Basterà leggere il volume Sicilia e Piemonte, et, per rendersene conto. *) Cfr. lett. particolare riierv. del Gemelli in data 4 ottobre 1848. *) Cfr. leu. del Bcltruni da Ginevra in data 28 gennaio 1849.
7) Cfr. la copia della lett. del Fiiddani in data 2 gennaio 1849 con annessa distinta delie armi concesse alla Sicilia dal Governo Francese.
8) Cfr. la lettera del Gemelli in data 14 dicembre 1848.