Rassegna storica del Risorgimento
1848-1849 ; DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; FARDELLA DI TORRE ARSA
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1954
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Domenico Novacco
lo stemma della Trinacria e che crede di aver conseguito così un trionfale successo diplomatico, ora nei lamenti, nelle insinuazioni, nelle fantasie dei Commissari a Torino. *)
Oltre tutto il Torrearsa, che è certamente onesto e leale esecutore delle deliberazioni del Parlamento, manca spesso di originalità; in genere sono i corrispondenti che gli suggeriscono le linee di una politica più audace, che esca dal vicolo cieco dell'attesa, mentre il tempo lavora per la restaurazione borbonica;
H carteggio Torrearsa illumina efficacemente e conferma nei dettagli questo panorama di eccessivo scrupolo e di completa stasi: esso giova ad illuminare assai meglio della fredda prosa dei dispacci taluni caratteri della politica del governo provvisorio siciliano.
Subito dopo le dimissioni del Torrearsa dal portafoglio degli Esteri si susseguono nel carteggio i suggerimenti di una politica radicale. Ormai consapevoli del destino che incombe sull'isola, Gemelli da Firenze 2) e il Gorritte da Roma 3) auspicano una politica più. decisa: che senso può avere il disdegno degli isolani per il sig. Luigi Mazzini e per il sig. Torricelli, inviati del Governo Provvisorio toscano e della Repubblica Romana ? 4)
Se le circostanze consigliassero di compiere il tentativo di attrarre nella difesa disperata dell'indipendenza da Napoli le classi popolari isolane, anche a costo di perdere l'appoggio del ceto aristocratico, nel quale nel giro di dodici mesi è svanito gran parte dell'iniziale entusiasmo rivoluzionario, e per raggiungere questo scopo fosse necessario proclamare la repubblica e avviare una politica sociale a carattere radicale, perchè si dovrebbe esitare ? I Pier Soderini hanno torto davanti alla storia perchè la perpetua indecisione e lo scrupolo della coerenza formale e della legalità sono più spesso segno di incapacità che di superiorità morale, sono più spesso segno di debolezza che di forza.
Sul problema della lega degli stati italiani e sull'Assemblea Costituente i diplomatici siciliani rivelano un tiepido entusiasmo federalistico e un'estrema cautela e circospezione.
Emerico Amari, *) autonomista convinto, che aveva osteggiato in seno al Comitato Generale, nei primi giorni della rivoluzione, la proposta di elezione di una Costituente avanzata dal Crispi e dal La Masa, scrive la lega italiana per noi e forse per l'Italia tutta è conseguenza dell'indipendenza e non causa . Egli sostiene la necessità di far precedere il riconoscimento dell'indipendenza dell'isola alla dichiarazione di partecipazione alla lega italiana; diffida soprattutto del governo piemontese incerto e poco incline alla federazione.
Del resto, che il Piemonte fosse ostile al progetto di federazione risultava dalle esorbitanti condizioni da esso posto per partecipare al progetto di lega
'*) Cfir; voi. cit. Sic. e PUm, e le lettore del Lo Fato.
*) v lett. del 27 febbraio 1849.
.a) V. lett. del 14 febbraio 184?.
4) Cfiv Sic. e Pam., elfi, p. 233.
8) ConuoiaMrio speciale del Regno dì Sicilia n Torino. Lèttera del 26 novembre
1848.