Rassegna storica del Risorgimento

1848-1849 ; DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; FARDELLA DI TORRE ARSA
anno <1954>   pagina <481>
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Dal carteggio Torrearsa 481
italiana, condizioni che il Padre Ventura comunicava da Roma al Torrearsa: 1 Che le potenze contrattanti assicurino al Piemonte l'integrità dei suoi stati, cioè la Lombardia, il Veneto e i Ducati; II0 che intanto gli si mandino denari e uomini per cominciare la guerra; Ilio che la dieta non dovrà aprirsi che dopo finita la guerra. Quanto dire che il Piemonte vuole ingrandire se stesso a spese del resto deWItalia per poi un giorno dominare VItalia. Il Santo Padre è andato in furia sentendo queste condizioni. Infatti Vindipendenza dello Stato Ponti' fido e della Toscana è compromessa da uno stato vicino di dodici milioni di italiani* *)
Il Perez,2) che si vanta 3) di aver modificato l'opinione pubblica pie­montese assai prevenuta contro le rivendicazioni siciliane, ci da una viva­cissima descrizione del compromesso raggiunto col Gioberti che sarebbe ora pronto a versare il sangue per l'indipendenza della Sicilia, purché io non gli attacchi in diritto quel suo vacillante regno dell'Alta Italia. Riferisce infine sulla parte avuta in qualità di privato cittadino nel Congresso torinese del­l'Associazione per la Confederazione italiana, *) soprattutto per quanto con­cerne reiezione dei deputati della Costituente federativa, elezione che il Perez preferisce venga effettuata in numero paritetico per i vari stati anziché in numero proporzionale ai rispettivi abitanti. Nel Perez è viva l'esigenza di opporsi alla preminenza dei maggiori stati italiani (Napoli e Piemonte) e insieme di evitare la spinta radicale. Per questo secondo motivo si oppone al suffragio universale e prevede nel caso di inerzia o di sconfitta l'Italia una e indivisibile, il che a modo mio suona o dispotismo o guerra civile o anar­chia *)
Un mese dopo, criticando il progetto Montanelli, il Perez torna sullo stesso argomento: il Montanelli parla di elezione diretta popolare e noi di rap­presentanza di stati. Ora il primo di questi due modi ha il vizio radicale di disco­noscere la individualità di ciascuno Stato italiano, e, riferendosi al numero della popolazione, annullerebbe l'autonomia di ciascuno di essi. Il Ministero toscano adunque, senza avvedersene, proclamava la morte dei piccoli stati italiani, e singolarmente della Toscana. In tale ipotesi non (si) tratterebbe già di lotta tra il potere monarchico e il popolare, ma sì bene fra i grossi stati e i piccoli. ') E convinto comunque che il Montanelli allorché si accorgerà dell'errore, tornerà indietro. Questa lettera è notevole, perchè, di fronte al contegno ambiguo delle Potenze e all'incertezza del Piemonte, propone una federa­zione tattica con Firenze e Roma in cui vanno prevalendo le correnti demo­cratiche: e ciò soprattutto per scavalcare l'ostruzionismo francese: io credo che una lega o federazione con Roma e Toscana sia Punica, non tanto per la forza materiale che ci darebbe, quanto per Veffetto morale sulla Francia, alla quale torrebbe questo fatto i sospetti che l'adombrano per la nostra indipendenza che si è avvezzata a riguardare come velo al protettorato inglese. 7)
ti U Padre Ventura rappresenteva pregio lo Stato Pontificio il governo provvisorio Sicurano. V. iett, del 24 ottobre 1848.
2) Membro della Commissiono por l'offerta della Corona al Buco di Genova. 9) V. Iett. del 22 ottobre 1848.
*) TI Congresso era avvenuto il 10 ottobre 1848.
3) Gfe. Iett. del 22 ottobre 1848.
6) Gfr leti, del 21 novembre 1848.
7) Cfr. Iett. dal 21 novembre 1848