Rassegna storica del Risorgimento

SICILIA ; STATI UNITI D'AMERICA
anno <1954>   pagina <487>
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Sicilia e Stati Uniti di America nel Risorgimento 487
ranza che le altre libere nazioni avrebbero riconosciuto la Sicilia come nuovo Stato indipendente e sovrano.
Ma la Repubblica Francese ritardava questo riconoscimento ufficiale e rlnghilterra lo condizionava all'accettazione e possesso del trono da parte del nuovo re. H Console degli Stati Uniti di America a Palermo, invece, non esitò a concederlo.
Infatti il 12 1 uglio, giorno successivo all'elezione del re, il Console Marston, agendo di propria iniziativa, ma interpretando le intenzioni del suo Governo, inviava una nota al Ministro siciliano degli Affari Esteri Mariano Stabile, con la quale dichiarava di riconoscere il nuovo Stato, terminando con le se­guenti espressioni di sincera amicizia per il popolo Siciliano:
Will be a desire of United States to cultivate always with Sìcily relations of friendship and good will confiding that far its free instìtutions Sieily might arrive to an high state of prosperity and happiness. *)
Un'altra nota dello stesso diplomatico americano, inviata il 20 novem­bre '48 al Ministro degli Esteri Stabile, contenente una rimostranza per la procedura di quarantena, ritenuta di troppo lunga durata, cui erano sottoposti dalla Deputazione di Sanità, in seguito a voci corse del colera a Londra e altrove, il legno americano Trenton ed altri legni stranieri al­l'arrivo nel porto di Palermo, appare redatta in termini di perfetta cortesia diplomatica e dimostra la costante cordialità dei rapporti tra i due Paesi. Dopo avere esposto il reclamo e invocato l'intervento del Ministro Stabile per l'eliminazione dell'inconveniente, assai pregiudizievole per il commercio siciliano come per gl'interessi dei negoziati stranieri, il Marston concludeva con queste frasi di riguardosa considerazione verso il rappresentante del Go­verno siciliano, che traduciamo dal testo inglese: Vi prego perdonarmi la libertà che io mi son presa a causa di questo affare, ma per la vostra influenza e posizione voi potrete far molto per sollevare il vostro commercio e quello deUe altre nazioni in relazione di affari con la Sicilia dall'ingiusta dispendiosa ed assurda misura sanitaria e sostituirla con altra più opportuna e non cosi onerosa per i negozianti. Con rispetto.
Ancora, come attestazione dell'interesse che gli Americani prendevano pure alle cose economiche della Sicilia, può citarsi un proclama a stampa, divulgato durante la rivoluzione a firma Un Americano , contenente un Appello al popolo sovrano , ove l'autore incitava il popolo siciliano a per­sistere nella lotta intrapresa, usando del suo potere sovrano di battere moneta per la salute della Patria. *'
Pare, poi, che il Governo siciliano, nel suo intento di provvedere alla difesa marittima dell'Isola, intravedesse anche la possibilità di procedere ad acquisti di legni di guerra presso gli Stati Uniti. Ciò è confermato da uno scritto senza firma, datato New York 3 luglio 1848, che si trova conservato nelle carte del patriota siciliano Matteo Raeli, cui pervenne probabilmente dal destinatario, il già Presidente del Governo di Sicilia Ruggiero Settimo, compagno di esilio
1) Archivio Stato Palermo, Biblioteca, IDB. n. 77. Sul particolare atteggiamento degli Stati Uniti verso il Governo Siciliano s mille relative fonti diplomatiche americane v. liOWAH-R, MAHIIAHO, American opinion on the unificatimi of Ualy 1846-1861, New York, 1932, pp. 32-17.
2) Archivio Stato Palermo, Fondo Crispi, doc. 13123.