Rassegna storica del Risorgimento

SICILIA ; STATI UNITI D'AMERICA
anno <1954>   pagina <492>
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492 Luigi Antonio Pagano
volle ricordare queste spontanee dimostrazioni di simpatia da parte di rap­presentanti stranieri, specie inglesi ed americani, così scrivendo:
In quel giorno 26 vi furono molti stranieri nel nostro campo, massimo inglesi ed americani, manifestando molta simpatia per la bella causa dell'Italia. Un giovane ufficiale Americano si staccò il revolver col cinturone e me l'offerse gentilmente come pegno dell'interesse che prendeva a noi. *)
Proseguendo la marcia sulla Capitale, Garibaldi, dopo breve lotta, en­trava in Palermo, ove, il 31 maggio, un armistizio veniva concluso e sotto­scritto dal Generale in Capo delle forze borboniche Ferdinando Lanza e da Francesco Crispi rappresentante del Dittatore. Merita di essere ricordato che nella prima fase delle trattative per l'armistizio, svoltesi tra il Generale Letizia, delegato dal Lanza, e Garibaldi; precisamente il 30 maggio a bordo della nave da guerra inglese Hannibal nella cabina del comandante di questa Ammiraglio Mundy, intervennero anche i Comandanti delle navi americane, francesi e piemontesi; questa presenza suscitò le obiezioni del Letizia, il quale ebbe ad usare verso Garibaldi un linguaggio altezzoso, che fu biasimato dai Comandanti francese e americano. Lo stesso Garibaldi con dignitosa sicurezza, respingeva una umiliante clausola proposta dal Letizia, firmando una tregua di sole 24 ore, spazio di tempo assai utile per provvedersi di polvere e munizioni di cui mancava. Prima di scendere dalla nave egli si abboccava a colloquio col Comandante statunitense, che era il Capitano Palmer, della nave Iroquais, evidentemente fidando sulle buone disposi­zioni di amicizia di quest'ultimo, per chiederne l'appoggio alla causa della libertà e la provvista di polvere, ma purtroppo l'ufficiale americano non potè aderire alla richiesta per essere egli stesso sprovvisto di munizioni. " Scrisse lo stesso Generale nelle sue Memorie (p. 309) che, dopo questa tre­gua e mentre si apprestavano le munizioni gli Ufficiali Inglesi e Americani che si trovavano nella rada regalavano i nostri coi loro revolver e fucili da caccia.
All'armistizio del 31 maggio, 3) che accordava una proroga di altri tre giorni alla sospensione delle ostilità, segui poco appresso la convenzione di capitolazione (6 giugno), in virtù della quale i Borbonici abbandonavano Palermo.
Successivamente alla resa di questa città doveva presto effettuarsi, dopo noti e gloriosi fatti di arme, l'occupazione di tutta l'isola da parte delle truppe garibaldine.
Anche nelle carte borboniche, di data posteriore allo sbarco di Garibaldi in Sicilia, si rinvengono notizie non perfettamente esatte, ma che hanno tuttavia un particolare valore storico, perchè attcstano che la bandiera stel­lata degli Stati Uniti di America fu ancora adoperata per proteggere succes­sive spedizioni di volontari occorrenti in Sicilia e quindi ci danno altre prove, del resto già note, del contributo di adesione e di opere fornito dalla marina Statunitense alla causa degli insorti siciliani in quel periodo cruciale per le
') Le Memori* di Garibaldi (Edizione NasHonule}, Bologna, 1932, p. 303.
21 G. MACAUIAY TIIEVKI.YAN, Garibaldi e i Mille. Bologna, 1909, p. 415.
B) Nello ateno giorno 31, Garibaldi riceveva la vinta di ufficiali marittimi inglesi e ame­ricani ed anche dei Consoli americano e eviscero, V. Garibaldi a Palermo, in Documenti e Memo­ria della rwotimone eieUiona 1060, Palermo, 1910, p. 387;