Rassegna storica del Risorgimento

CAVOUR, CAMILLO BENSO DI
anno <1954>   pagina <494>
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I PRECEDENTI DELLA FORMULA CAVOURIANA M LIBERA CHIESA IN LIBERO STATO S
Può parer quasi presuntuoso riprendere la discussione .sulla genesi della formula cavouriana quando si abbia presente la trattazione magistrale che Francesco Ruffini ci ha dato su questo tema nei suoi saggi sulla formazione del Cavour e sulle origini elvetiche della formula libera Chiesa in libero Stato . Soltanto un esame completo degli scritti e carteggi giovanili, in parte ancora inediti, del Cavour potrebbe darci del resto la sicurezza di non lasciare ine­splorato alcun aspetto della questione: e questo esame non è possibile affron­tare finora, mentre attendiamo l'edizione completa dei carteggi intrapresa dalla Commissione cavouriana. *)
Lasciando dunque la strada aperta alle possibili scoperte ed alle nuove acquisizioni, ci proponiamo qui semplicemente di riprendere l'analisi già intrapresa dal Ruffini e di riesaminare alcuni testi che il Cavour potè aver presenti negli anni della sua formazione intellettuale: dall'esame dei testi saremo condotti anche all'analisi degli atteggiamenti di taluno fra i suoi maggiori maestri in liberalismo e ci volgeremo con particolare attenzione alla figura di quel teologo e letterato svizzero che, secondo il Ruffini, avrebbe esercitato una influenza preponderante nel determinare l'impostazione che Cavour diede al problema dei rapporti fra Stato e Chiesa: Alessandro Vinet.
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Una curiosità intellettuale vivacissima, quasi insaziabile, e non certo ristretta ai problemi politici, ma spaziante nei campi della cultura anche filosofica e religiosa ha dominato, senza alcun dubbio, quel giovane Cavour che già fuggiva Torino come un inferno intellettuale. Ma una rara indi­pendenza di giudizio si rivela in lui, anche di fronte alle espressioni più signi­ficative della cultura liberale francese specie dopo quel suo trionfo politico del 1830, che finiva per convertirsi talora in uno scacco sul terreno delle conquiste speculative. La grande lettera diretta dal Cavour alla Waldor nel 1836 e illustrata così bene dal Ruffini nei suoi studi, parlava appunto dei vari embrioni di genio , che la cultura francese non aveva saputo portare a maturazione. *)
1) Del RUFFINI ri vedano, fra i saggi raccolti a cura di A. Omodeo sotto il titolo di Ultimi nudi sul eonte di Cavour* i primi tre, e soprattutto il secondo, sulla crisi razionalistica nella formazione intellettuale del Cavour, ed il terzo su ha origini elvetiche dello, formula Libera Questi in Ubero Stato (voi. cit., Bari, 1936, pp. 19-94 e 95-124). Si vedano inoltre le sue indagini sulla giovinezza del Cavour (Torino, 1912, voli. 2; nuova od., ivi, 1938), il saggio su Cavour e Melante de Waldor, con importanti inediti, e quello sui giansenisti piemontesi e la conversione della madre di Cavour, benché solo Indirettamente connesso al nostro tema (quest'ultimo saggio fu ripubblicato a cura di E. Codignola, Firenze, 1942). Quanto all'edizione dei carteggi cavourianl, ci limiteremo a ricordare che, dopo le Lettere edite dal (.'Maia, e dopo quelle sparsa­mente pubblicate da vari! studiosi, si- sto preparando la miglioro raccolta resa possibile dai lavori preparatori già compiuti dalla Commissione eavouriann.
2' Cfir. il saggio cit. su Cavour e M. de Waldor, p. 64, ed Ultimi studi, cit., p. 25. Sul Lei> minier, chnrlatan, F. RUFFINI in La giavinrsza di Cavour, I, p. 87 e gg.