Rassegna storica del Risorgimento

CAVOUR, CAMILLO BENSO DI
anno <1954>   pagina <497>
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/ precedenti della formula cavomriana, ecc. 497
Oli abbia presente il preciso accenno alle posizioni del Vinet die si trova in una lettera del Cavour del 1833 può pensare che, fra le altre, egli conoscesse anche le pagine di vera e propria apologetica religiosa stese dal Vinet; forse non solo quelle che si trovano nel citato Mémoire, ma anche i Discours editi nel 1831 a Parigi, e lodati dal SainteBeuve, per lo stile còme per la sostanza. Accennando alla natura particolare della verità religiosa, che non si può afferrare con gli stessi strumenti che si adoperano nelle scienze fisiche o morali , il Cavour sembra riferirsi più esplicitamente alla tesi àéUHnevidenza delle idee religiose, che il Vinet affaccia per la prima volta nel 1826. *) Tutto un capitolo del Mémoire del 1826 è dedicato appunto a sviluppare questa tesi, ed il concetto che la certezza religiosa sia un fatto a parte, personalissimo e quindi anche supremamente libero, costituisce un pò* il fulcro di tutto l'insieme delle argomentazioni vinetiaue: come inevidentit appunto, le convinzioni religiose sarebbero inviolabili e sfuggirebbero in specie alla competenza d'ogni autorità sopraindividuale e politica. Sotto l'aspetto speculativo, la curiosa tesi del Vinet tende a rivalutare l'immedia­tezza del sentimento di fronte all'intelletto, ed anche quelle che più tardi verranno chiamate certezze morali dalla scuola spiritualistica francese, contro le fredde certezze scientifiche e matematiche. Ma il Vinet non è filo­sofo, e finisce per avvolgersi in confusi ragionamenti sul primato delle ve­rità invisìbili, relative a un mondo dove l'anima umana perviene soltanto con l'anelito del desiderio , mescolando motivi derivati indirettamente dal moralismo kantiano a motivi tradizionali nell'apologetica religiosa cristiana. Per esempio contrappone le cose visibili con la vue grossière de l'Iiomme charnel alla segreta esperienza interiore, alla vista dello spi­rito: è il primo nucleo di tutta una teologia soggettivistica della coscienza che il Vinet andrà sviluppando negli scritti della maturità. Nel 1833 avrebbe poi confessato più apertamente di non poter condividere la fede nella ragione professata dai filosofi prediletti della scuola liberale francese Jouflroy, Cousin, Damiron, ecc. e nel 1837 comincerà a parlare del senso intimo e della e riduzione delle dualità sul terreno religioso. 2)
p. 190 (ediz. del 1947): nous n'avona pu exhiber les tiires do cultos reUgieux au respecl et à l'invio' IribilUé sana élablir la parfaite indépendance da l'ordro rolifiieux à l'ègard de Varare cimi, sana les presentar comma deux sphères compietemela élrangàres l'uno à V attiro, existuni parallèlemcnt sur la terre en verta de deux principe diati nets et n'ayanl aucun droil V une sur Vnutre. Per quanto spot tu in particolare al cattolicesimo, il Vinet critica la concezione cattolica della Chiesa visibile , ma soggiunge tosto (p. 169): Le remede est à coté du mal. dona ce grand principe professi'' por VEglise. de la separation dea deux puisauncea. Lo germe do la liberto reUgieuae s'y retrouve entier, pur et sain: parole che trovano ampio sviluppo nel Rapport del Guizot, pubbl. insieme al Mémoire (ediz. 1947, pp. LII-UII).
i)i 1A lettera del Cavour alla zìa de Scllon, già pubblicata dal Berti, viene commentate con acume dal R OPPIMI, in Ultimi studi, p. Ili, e nota 1. Non ò tuttavia documentabile l'affer­mazione troppo recisa a cui il Raffini perviene (la zia de Sellini avrebbe determinato un de­cisivo rivolgimento nelle Opinioni di Ini dal razionalismo, anzi dallo sellini lo nocini uni amo delle sue prime professioni di fede, a un modo di pensare in lotto di' religione più. prossimo alla ten­denza rappresentata da quei due nomini Vinet e Cellerier frnmezzante, come si sa fra i due partiti estrem i della Chiesa ufficiale e del Risveglio). Si veda puro Poltro studio del Uur-VBn su Metodisti e sociniani nella Ginevra della Itvstaurmione (Firenze, 1938).
2) II capo V del Mémoire dftl Vinet si intitola appunto InévidetKO dea croyances religieusos, e va completato con gli argomenti sviluppati nel capo XIX (Quo lea doctrinea rcligieuaes onl dea droits auperìeura à ceux dee autret doctrinea), ohe contiene (pp. 121-23) una romantica definì-