Rassegna storica del Risorgimento
CAVOUR, CAMILLO BENSO DI
anno
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1954
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pagina
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500
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500
Ettore Passerm cTEntrèves
Le premesse religiose del suo atteggiamento sono protestanti-liberali, non certo calviniste in senso specifico. Semmai, piuttosto che un motivo calvinistico remoto, sia pur modificato nel senso voluto dal Rieker, e quindi passando da esigenze teocratiche a ideali separatistici, ciò che ha scosso il VinetèT 'esperienza vissuta del suo piccolo cantone: l'urto tra i dissidenti metodisti, fanatici ma ferventi, e la Chiesa di stato con la sua tiepida ortodossia. Un altro protestante liberale, il De Wette, che il Vinet incontrò a Basilea nel 1824, gli potè anche far conoscere le idee separatiste dello Schleier-niacher. Infine, l'atteggiamento conclusivo del Vinet, più nettamente separatistico, venne a determinarsi in un contrasto di natura sociale, culturale e politica fra l'oligarchia borghese che governava nel Vaud, come a Ginevra, fra il 1820 e il 1830 e quella borghesia radicale che pervenne a conquistare il potere intorno al 1845-46, con i Druey e con i Fazy, nei due cantoni di cui s'è detto. Il Cavour segui queste lotte politicosociali attraverso le impressioni dei suoi parenti ginevrini, che appartenevano come già fu notato dal Ruflìni, al patriziato liberale, al partito conservatore, fieramente avverso ai democratici radicali quel partito che incontrava le simpatie del Vinet, e che naturalmente le ricambiava. 2)
Non vorremmo legare troppo le esigenze separatistiche del Vinet ad una particolare situazione politicosociale: ma è certo che egli fu stimolato ad accentuare certe affermazioni da una ben precisa situazione; permeato di certe esigenze politiche, nel momento stesso in cui credeva di liberare i valori religiosi e la società religiosa dalla contaminazione degli interessi e delle passioni politiche, il Vinet si rivolge evidentemente ad un pubblico ben definito, ad una sorta di aristocrazia di colti liberali, cristiani, ma senza una troppo
l'autonomia del potere ecclesiastico dal potere civile: il Fraysainous era un moderato gallicano, e fa oggetto di attacchi dell'ultramontano Lamennais. L'esempio americano è più volte lodato, e il Vinet vi dedica pure tutto un capitolo, il XXI (pp. 182-88). Cfr. pure le note in app. pp. 310 e Hgg., nelle quali il Vinet rivela le fonti a cui ha attinto per la sua analisi della situazione politicoreligiosa degli Stati Uniti.
1) Nella prefazione al MGmoire del 1826 il Vinet accenna esplicitamente a degli entre-tiéns con il teologo e filologo tedesco De Wette, di cui avrebbe accolto suggerimenti in materia di rapporti fra. Stato e Chiesa (op. ed., ediz. cit., p. 22). Il De Wette aveva subito l'influenza dello Schlciermacher, che si era pronunciato in senso separatistico già nelle Reden del 1799: in generale sulle posizioni del De Wette si veda l'opera di F. SCHNABEL e particolarmente il voL TV delia Deutsche Gesehiehte im Neunsehnten Johrhundert, dedicato ai problemi e movimenti religiosi: nella traduzione italiana Brescia, 1940 non si è riprodotta tutta la parte bibliografica: rimandiamo perciò alla seconda ediz. tedesca, uscita nel 1951, coi tipi dello Herder, alle pp. 403, 498, 509 e sgg., dove si accenna anche al contributo che il Do Wette forni come filologo alla crìtica biblica: ma per questo aspetto egli suscitò qualche inquietudine nel pio cauto Vinet, meno preparato anche ad affrontare siffatti problemi. Si vedano le interessanti critiche del Vinet ad un corso dal De Wette, raccolto e pubblicato a Berlino nel 1827 in una lettera all'amico Charles Monnard, del gennaio 1828, in Lettre*, ed. cit., voi. 1, pp. 384-36 (tt L'idée favorii* de De Wetie et dea théologiens idfolisies de Mira epoque, e1 est que le fotte eonsi-gnis don la rSoelallon ne soni an'iin aymbala... Kant en a donne, einon le premier, le plus memo-fobie extmpU...), e continua criticuudo in speda hi tendenza a subordinare la Parola allo Spirito e quel che definisce come tf disprezzo per l'osservazione sperimentale, frequente nei teologi tedeschi.
*) Rimandiamo alle lettere già citate del De Sellon al Vinet, ad agli stadi del Bufimi sulla giovinezza del Cavour. Si veda pure, per definire la posizioni dei partiti o dei coti sociali che lottavano per il predominio politico a Ginevra il saggio di Gius. FKKRKTTI SU Cavour e J. Fazy, in Esuli del Risorg. ih Svinerà, Bologna, 1948, pp. 307-325.