Rassegna storica del Risorgimento

MARINA AUSTRIACA
anno <1918>   pagina <243>
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L'Austria navale 243
tersi ad ogni costo, per quanto abbia di fronte un nemico più forte di lui. L'iniziativa del fuoco però verrà presa dal comandante austriaco. Intanto questi segnala alle navi alleate che conduce : I nostri eser­citi hanno combattuto e vinto, facciamo noi altrettanto .
(L'intervento armato della Prussia e dell'Austria nei ducati, come abbiamo già detto, aveva dato luogo a combattimenti a loro favo­revoli).
Dopo questo segnale un secondo : Pronti a far fuoco e senz'altro dalla fregata Schtvareenberg, la capitana di Tegetthoff, parte il primo colpo di cannone. Il combattimento incomincia. Continuando la loro marcia, le due flottiglie avversarie s'avvicinano a breve distanza. 11 fuoco si fa sempre più vivo. I danesi colpiscono più specialmente la Schmarzenberg, che è la più attiva, producendole due volte un incendio a bordo, sempre prontamente spento. A. chi s'affrettava annunziargli incendi che si producevano a bordo, Tegetthoff rispondeva seccato : ebbene, spegnete ! Nel fervore dello scontro le navi austriache son lasciate sole dalle navi prussiane, le antenate di quelle a noi contem-poraneaj fatte costruire da von Tirpitz ; ciò nonostante esse sostengono bravamente l'urto violento del valoroso nemico. Ma verso le ore 16 una granata danese provoca a bordo, della Schtuaraenberg un terzo e più grande jjtoeendio, che parve non. domabile. Si era rotta la tubola­tura flette, pompe, che avrebbero dovuto spegnerlo e per converso Vincendio riceveva alimento dal forte vento ohe soffiava. In queste critiche condizioni Tegetthofi! decise di ritirarsi con la sua i6ottiglia su Helgoland, per provvedere alla salvezza della sua nave. T danesi, in­vece d'incalzare il nemico in ritirata, lanciano ancora qualche canno­nata, per indirizzare poi le loro prore verso nord, nella'cui direzione disparvero. Non fu se non nella notte alta chela Solttvarsenberg potè do­mare l'incendiò; All'alba del giorno dopo, 0. maggio, Tegetttio'Jff con la sua flottiglia dava fondo nel porto' di Cuxhaven
Gli austriaci ebbero J7 morti f fel feriti;; i .danesi; 4 mòrti e 54 feriti ; t prussiani non ebbero pèrdite, perchè si tennero fuori dalla portata dei cannoni nemici.
Ambedue gli avversari si ascrissero la vittoria. L'opinione pub­blica europea rimase divisa nel formulare su quel combattimento un; giudizio definitivo. Come abbiamo narrato, nelle sue semplici linee, la fazione navale d'Helgoland ha ben poca importanza militare ma­rinai-esca. Tuttavia a-?ienna, quando seppero che le navi austriache si batterono bravamente - e ciò era vero, per quanto esse fossero su­periori alle nemiche - vollero esagerare l'ini portanza del fatto, pro­clamandolo come una vittoria autentica. L'imperatore Francesco Giu­seppe stesso volle dare per questo un segno probativo che vittoria