Rassegna storica del Risorgimento

1861-1862 ; GARIBALDINI
anno <1954>   pagina <509>
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L'attività del movimentò garibaldino nel biennio 1861-62 ecc. 509
vecchi volontari, propose ed ottenne che il governo assumesse, di fronte al parlamento, l'impegno di risolvere definitivamente la questione dei volontari.1)
Da parte della sinistra garibaldina non si voleva però l'armamento per la definitiva sistemazione dei volontari: Garibaldi insisteva perchè fosse costituito un eseretto bene inquadrato ed addestrato ohe. potesse far fronte a quello austriaco sul Po e sul Mincio. Il governo, invece, era costretto ad opporsi a tale politica perchè giustamente riteneva che quello non era il momento più adatto per spingere quel giovanissimo Stato in una nuova guerra. Il contegno della Francia, la inquieta e sospettosa vigilanza dell'In­ghilterra, la Prussia alleata all'Austria, la Spagna e la Russia favorevoli ad una restaurazione borbonica a Napoli, il Paese sconvolto dai recentissimi mutamenti del governo, il Mezzogiorno d'Italia minacciato dal brigantaggio, tutto consigliava somma prudenza e non già una nuova guerra contro l'Au­stria o l'invasione dello Stato Pontificio.
Lo stato reale delle cose sfuggiva però agli uomini d'azione i quali, fer­mamente convinti che la vittoria è sempre dei più audaci e dei più. costanti, non ritenevano che da una azione precipitosa sarebbe potuto derivare, in quel momento, un eventuale frazionamento della penisola.
L'attrito tra Garibaldi e Cavour era evidente. Nessun accordo era possi­bile. Non vi era riuscito Ricasoli, non vi riuscirà Bixio, né Vittorio Emanuele.2)
L'Associazione dei Comitati di Provvedimento, sebbene Garibaldi, di­sgustato dopo la morte di Cavour per il comportamento dei suoi avversari politici, avesse manifestato il proposito di allontanarsi dall'Italia, continuò a svolgere la sua attività diramando, nel luglio, il testo di una protesta contro l'occupazione francese di Roma perchè fosse sottoscritta dal maggior numero di cittadini.3) Nel frattempo la ricorrenza del 7 settembre, che aveva dato occasione agli uomini della sinistra liberale di manifestare tutto il loro at­taccamento a Garibaldi,4) fece rinascere ogni entusiasmo nel condottiero dei Mille il quale, così come venne diffuso con circolare del 17 settembre, rinunciò al suo viaggio in America per dedicarsi completamente alla organiz­zazione di un esercito di volontari che fosse iu grado di conquistare al nuovo regno Roma e Venezia. 5)
H timore che il governo fosse eventualmente costretto a cedere la Sarde­gna in cambio di Roma 6) e gli insuccessi della commissione Arese che con-
]) Cfr. Alti Camera Deputati, 10 aprile 1861.
*) Cfr. Atti Camera Deputati, 18 aprile 1861 ed nuche ARBUS, op. àt.t voi. cit., p. 586-599 a LAJVZA, Jieminùeense, cit, 247-248.
3) Contro la manovra dei Comitati di Provvedimento che si ripromettevano di conse­gnare all'imperatore dei francesi le sottoscrizioni raccolte, il governo italiano assunse netta posizione tanto che il deputato Miceli rivolse una interpellanza al ministro Ricasoli il quale dovette riconoscere la legittimità della sottoscrizione. La risposta del Ricasoli formò oggetto della circolare del 15 settembre con la quale ai richiamava l'attenzione dei Comitati perchè si impedisse una eventuale azione diplomatica tendente a cedere la Sardegna in cambio di Roma.
*) Con circolare del 14 agosto si raccomandava di promuovere ovunque manifestazioni all'indirizzo di Garibaldi per In ricorrenza dal 7 settembre.
5) Nella stessa circolare si denunziava il comportamento dal governo che aveva ri mosso dall'impiego molti aderenti ai Comitati di Provvedimento tra i quali 11 Presidente del Comitato Subccntrale di Palermo, e si comunicava la costituzione in Ingiiiltcrra del Garibaldi italton unity commitccc, sorto con l'approvatone di Garibaldi
*) Cfr. GAWATJM, Scritti, cit., voi. IV, p. 349, doe. 812.