Rassegna storica del Risorgimento
1861-1862 ; GARIBALDINI
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1954
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520
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520
Tommaso Pedio
IL
Associazione dei Comitati di Provvedimento per Roma e Venezia Preside Garibaldi Comitato Centrale delle Provincie Meridionali d'Italia.
[febbraio 1861] NORME PER L'AZIONE DE' COMITATI
L'azione de' Comitati di Provvedimento, istituiti sotto la presidenza del Gene* rale Garibaldi ed assumenti a guida dell'opera loro il programma che porta il suo nome, non esce dai limiti delle libertà legali garantite dallo Statuto ad ogni asso* e "lozione di cittadini, la quale si ordini a fine patriottico. Ma dentro que* limiti t Comitati possono e devono promuovere ed aiutare efficacemente lo svolgimento delle questioni d'interesse nazionale.
Il programma del Generale Garibaldi, fatto proprio dai Comitati di Provvedimento, è compiere l'Unità d'Italia sotto lo scettro costituzionale di Re Vittorio Emanuele con Roma a Capitale e Venezia ricuperata alla Patria comune; è debito nostro contribuire con tutti i mezzi morali e politici di cui possiamo disporre agli apparecchi e al compimento dell'impresa.
I Comitati di Provvedimento devono quindi studiarsi di tènere vivi i sentimenti patriottici in ogni classe di cittadini ed illuminare le menti sulla vitale importanza di Roma e di Venezia per la costituzione definitiva del paese, per la pace, la prosperità e la sicurezza del nostro avvenire: devono cercare di nutrire nelle città e nelle popolazioni dei circostanti distretti quello spirito di associazione e di manifestazione collettiva de' pubblici voti, che dà sostanza e forza organica alla opinione; devono iniziare e stimolare i municipi ad iniziare petizioni al Parlamento per l'armamento nazionale, per la estensione de' diritti costituzionali ad ogni classe di cittadini, per la riforma e l'adattamento dello Statuto e della Legislazione alle più vaste relazioni e al nuovo diritto della instaurata nazionalità. Nel eorso della discussione imminente intorno alla legge proposta dal Generale Garibaldi alla Camera per l'ordinamento della milizia popolare i Comitati già esistenti appoggeranno il concetto del Generale, animando il paese ad esigere da' suoi rappresentanti che la futura legge sia quale la richiedono i principii dell'eguaglianza civile e i bisogni della difesa nazionale. Essi faranno quanto sta in loro perchè le norme generali del disegno proposto dal Generale Garibaldi siano nutrite nella applicazione dai concetti pratici sapientemente sviluppati dal professor Carlo Cattaneo nel suo studio sull'Italia Armata, del quale vi trasmettiamo copia.
Votato che sia dalle Camere l'armamento Nazionale, sarà ufficio de' Comitati a vegliare sulla sincera e sollecito esecuzione dello Legge nelle rispettivo località, denunziando per mezzo della stampa e delle rimostranze legali alle competenti autorità, quelle negligenze e quegli abusi che fossero per occorrere. Sarà del pari ufficio loro eccitare e dirigere la gioventù agli esercivi e agli studi militari, alla tutela della sicurezza pubblica, delle libertà acquisite, e del diritto italiano contro gli attentati de* nemici sia interni sia esterni; all'arruolamento o iscrizione de* volontari! nelle legioni mobili, che in caso di guerra e in virtù della Legge fossero chiamate a servire la Patria.
Ad uomini che discendono dalle fortissime stirpi Latine, tali operosità e studi e bellicose disciplino ritorneranno in breve quasi domestico patrimonio d'eredità propria, e l'Itolin n'acquisterai forza, splendore e realtà di diritti inviolabili.