Rassegna storica del Risorgimento

1861-1862 ; GARIBALDINI
anno <1954>   pagina <522>
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Tommaso Pedio
Questo giorno ba veduto un Uomo, che dopo di aver sbaragliati centomila sgherri, veniva ad annunziare a sette milioni di schiavi che ritornava la libertà, che ritornava l'Italia.
A voi, dunque questo Comitato Centrale si rivolge affinchè questo anniversario venga festeggiato come giorno di gloria per la Patria, come tributo di riconoscenza all'Uomo dai fatti miracolosi, all'Eroe di Marsala e Calataflmi.
Eppcrò incitate dovunque ai estende la vostra influenza alle libere manifesta­zioni, raccogliete somme e generi da dispensare alla gente povera, affinchè essa pure risenta la benefica influenza della libertà, e benedica al nome di Garibaldi, che l'Esule di Caprera s'abbia un pegno novello dell'amore, della gratitudine dei Napo­letani, che l'Europa s'abbia l'esempio d'un popolo che festeggia la memoria della sua redenzione.
Pel Comitato Aurelio Saffi.
IV.
Protesta del Popolo Italiano contro l'occupazione francese di Roma.
I sottoscritti, cittadini Italiani,
In nome del dovere che comanda ad essi tutti di tentare d'ottenere dalla Francia per vie pacifiche e colla manifestazione dell'opinione universale quella Indipen­denza, che contro ogni altro straniero dovrebbero rivendicare coll'armi:
In nome del diritto che hanno essi tutti di conquistarsi Unità di Patria e Metropoli:
Protestano contro il soggiorno delle truppe Francesi in Roma.
Perchè, per tradizione Nazionale e consenso di tutta Europa, Roma è chiamata ad essere Capitale d'Italia;
Perchè, mentre dura il soggiorno delle truppe Francesi in Roma, il Diritto Nazionale d'Italia non è riconosciuto, la quistione Italiana rimane sul terreno del mero fatto, e nessuno può opporre argomento, dalla forza infuori, ai tentativi che l'Austria o altre Potenze straniere potessero fare contro le Provincie d'Italia già libere;
Perchè Roma è oggi, e sarà, finché dura l'occupazione Francese, il centro di tutte le cospirazioni retrograde che alimentano la guerra civile nel mezzogiorno d'Italia, e tendono a generare anarchia dove l'entusiasmo della libertà e dell'Unità avevano generato concordia;
Perchè in Roma soltanto per la potenza dei ricordi e la riverenza comune, possono definitivamente comporsi tutte le piccole gare che si perpetuano, con pericolo dell'Unità, davanti al predominio d'ogni altra città;
Perchè, ventidue milioni dltaliani non dovendo né potendo tollerare che duri la separazione e la servitù per Roma mentre essi sono liberi e indipendenti, il soggiorno prolungato dei Francesi in Roma tende a creare occasioni di inimicizia e di lotta fra due Nazioni, che, pel bene di tutti e per la recente fratellanza sai rampo, sono chiamate ad amarsi e aiutarsi a vicenda;
Perchè il prolungamento dell'occupazione di Roma è in aperta contradizione con le antiche promesse e eolle recenti- dichiarazioni della Francia ;
Perchè non esiste pretesto alcuno a occupazione siffatta non nella difesa della religione che nessuno pensa ad assalire e che l'appoggio delle baionette- atra*