Rassegna storica del Risorgimento
1861-1862 ; GARIBALDINI
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1954
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523
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V attività del movimento garibaldino nel biennio 1861-62, ecc. 523
niere disonora e danneggia non nella protezione della persona del Papa, cui nessuno minaccia e della quale l'Italia è presta a farsi tnallevadrice:
Perchè una occupazione prolungata, senza motivo ragionevole da dodici anni, equivale a una conquista territoriale che né l'Italia né l'Europa possono ammettere;
Perchè il soggiorno delle truppe Francesi in Roma è un'aperta violazione del principia di non-intervento proclamato dall'Inghilterra e dalla Francia;
Perchè l'Italia è degli Italiani, non degli stranieri, quali essi siano;
I sottoscritti indicizzano questa loro Protesta alla Francia, che combatteva or di anzi per l'Indipendenza d'Italia dall'Alpi al mare all'Inghilterra, che proclamava prima la dottrina del non-intervento come regolatrice delle relazioni internazionali Europee all'Europa intera che ha salutato di testimonianze d'affetto il sorgere dell'Italia a vita nazionale, e alla quale l'occupazione arbitraria e indefinita di Roma è minaccia perenne e pericolo.
Italia, luglio 1861.
V.
Genova, 15 settembre 1861. Benemerito Comitato,
II Comitato Centrale crede suo dovere e sente grandemente la necessità di insistere perchè la protesta contro la occupazione francese in Roma sia firmata in modo da esprimere il voto universale della Nazione. Quando questo voto non si potesse ottenere dai Comitati di Provvedimento, quale dovrebbe essere, a cagione delle arti di parte ingiustamente avversarie, si procuri al meno di ottenere 10 firme per ogni centinaio di Italiani, imperocché sarebbe indelebile vergogna per l'Italia se ira cento dei suoi figli dieci non avessero il coraggio di affermare innanzi alle Nazioni e alle Potenze il diritto di avere una Patria una.
La circolare Minghctti (con la quale si vietava la sottoscrizione alla protesta) è resa nulla dalle seguenti dichiarazioni fatte dal Ministro Ri caso li al Deputato Luigi Miceli incaricato da quest'Ufficio a presentargli una memoria relativa a un atto arbitrario di un delegato di pubblica sicurezza a danno della protesta. H Ministro Ricasoli dichiarava: che se il Governo ha il diritto di impedire i tumulti di piazza che compromettono Vordine pubblico, non può in verun modo impedire il libero esercizio degli atti non vietati dalla legge e che chi contravviene a questo principio deve essere punito.
Questi giusti e doverosi pensamenti del Ministro Ricasoli devono persuadere anche i timidi a sottoscrivere la protesta. Né i timidi possono temere di dare la loro firma avendola già data a Garibaldi stesso a cagione del proclama agli Italiani di Sicilia del Generale Della Rovere perchè l'Associazione dei Comitati di Provvedimento, preside Garibaldi, promotrice della protesta non diede mai motivo di essere calunniata, né di essere sospetta di violare le leggi valendosi sempre nel l'esplicare l'opposizione delle libertà concesse dallo Statuto.
Ora non .resta al Comitato Centrale che appellarsi alla Giustizia del Popolo Italiano per essere giudicato-
Si avvertono ' singoli Comitati non doversi dimenticare la sottoscrizione incominciata e sospesa contro l'eventuale cessione di qualunque terra Italiana e principalmente della Sardegna. A giorni si spediranno altri fogli della indicata protesta contro l'eventuale cessione, i quali ciascheduno Comitato rimanderà a questo ufficio con i già inviati da molto tempo. Questo Ufficio è indotto da gravissime ragioni a raccomandare che si badi alla Sardegna. Però si rende noto che