Rassegna storica del Risorgimento

MARINA AUSTRIACA
anno <1918>   pagina <245>
immagine non disponibile

WÀmfaia wavaU
III. Idee di Tegetthoft, sua condotta a lassa.
Verso la fine del 1864 Tegetthoff è chiamato a Vienna per parte­cipare ad una Commissione, incaricata di studiare una migliore orga­nizzazione della Marina Imperiale. Le idee, in questa circostanza mani­festate dal neo contrammiraglio, non vennero naturalmente accettate dagli altri componenti la Commissione. Esse miravano a dare alle forze navali austriache un campo più vasto, che non avessero avuto per lo passato; urtavano perciò contro vieti, inveterati, invincibili pregiudizi. Tuttavia non si diede per vinto; insistè con tanta tenacia, che, per liberarsene, i dirigenti di Vienna pensarono mandarlo con le fregate Scìnvcmamberg e Donan ad incrociare nell'Oriente Mediter­raneo.
Lo troviamo difatti sul primi del 1866 a Smirne con le due men­zionate navit dopo di aver navigato per il lungo e pei? il largo, per mesi e mesi, le coste dell'Egitto, della Siria" dell'Asia Minore. Ma egli, infaticato, non si acquietava. Sperava sempre d'andare un giorno o l'altro nelle Indie o nel Giappone, che non conosceva. Quando que­sta speranza stava per realizzarsi - a Vienna s'erano piegati a ciò -un ordine del 9 marzo lo richiama con le sue navi in tutta fretta a Pola.
S'erano uditi i primi rumori che facevano presagire prossima una rottura fra Austria e Prussia. A questa doveva poscia allearsi l'Italia. Questo repentino richiamo di Tegetthoffa Pola colle sue due navi farebbe ragionevolmente supporre che a Vienna pensassero utilizzare la marina in caso di guerra con la Prussia, come l'avevano utilizzata nella guerra con la Danimarca. Era così logicamente supponibile ciò, che in Prussia erano corsi ai ripari. Re Guglielmo, stipulata ch'ebbe in seguito l'alleanza con Vùtoiic> Emanuele, pretendeva avere distaci cata nel Baltico, a difesa delle proprie coste, quella parte di flotta italiana - ch'era ritenuta tanto superiore all'austriaca -che: fosse ap­parsa superflua in Adriatico per i nostri bisogni. Ma a Vienna cosi non si pensava. Il richiamo di Tegetthoff da Smirne altro flou era che una misura d'ordine generale; ciòèi. Mtliii prima di entrare in campagna, tutte te forze navali dell'impero, che per avventura si tro­vassero dislocate in mari lontani.
Gli avvenimenti politici auàtro-italiei-prussiani precipitavano verso la crisi d'una guerra. Una guerra coli'Italia doveva necessariamente condurre ad estendere l'azione anche sul mare. Bisognava quindi a