Rassegna storica del Risorgimento

1861-1862 ; GARIBALDINI
anno <1954>   pagina <536>
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Tommaso Pedio
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Comitato delle Signore per il Fondo Sacro al Riscatto di Roma e Venezia. Benemerita e Gentile Signora,
sapendosi quanto Ella è disposta a prestarsi altra volta a favore della Causa Nazionale, da Lei sempre sostenuta col generoso patriottismo e l'attività per cui va meritatamente distìnta, il Comitato Centrale esprime il proprio desiderio e la fiducia di vederla collaborare per Roma e Venezia, nell'intento santìssimo di pro­curare alle due generose Città e Provincie la riunione al Regno Italiano: quella riunione per cui battono tanti cuori, per cui si svegliano tante animose speranze.
Questo Comitato non ignora che le esigenze della diplomazia possono non per­mettere al nostro Governo di iniziare, quanto forse vorrebbe e come vorrebbe, la lotta in favore di Venezia.
Ma sa pure che, se nella Veneta Provincia, la febbrile impazienza delle popo­lazioni sorgesse ad abbattere una abborrita tirannide, sarebbe debito suo, debito della Gioventù Italiana che non ha mai contato i nemici volare in soccorso ai fratelli. Sa che, or volge Panno, tanto appunto avveniva all'eroica terra dei Vespri.
Per quanto possa essere fermo il proposito del Governo Italiano di sovvenire a Italiani insortì in nome della Patria comune, l'azione sua vincolata necessaria­mente ad obblighi ed a riguardi, non potrebbe essere così rapida come richiederebbe la circostanza, come si è verificato precisamente all'epoca della insurrezione Siciliana.
I patriottì guardano con ansia irrequieta alle Città sorelle violentemente stac­cate dalla famiglia, aspettano la chiamata dell'Italia, ma vorrebbero che non riuscisse infruttuosa per ritardo e l'aiuto fosse possibilmente proporzionato al bisogno.
I fondi che per ciò si raccolgono non saranno destinati che a tale uopo. Essi rimarranno intangibili e sacri nelle mani del nostro Generale che ha dato suffi­cienti guarentìgie di schietta devozione all'Italia e di invincibile abnegazione.
Esuli si aggirano oggi fra noi i figli di tante madri Italiane che, al di là del Mincio, si consumano di tristezza e di tedio pei loro cari lontani, incerte e sfidu­ciate di riabbracciarli.
Sappiamo che qua, essendo liberi i voti, questi non devono restare inefficaci e impotenti, perciò si prega Lei, Gentilissima Signora, di voler far parte della Asso­ciazione de' Comitati e di assisterla, sia col fondare un Comitato di Signore in codesta località, sia col dichiararsi semplicemente affigliata alla Associazione nello scopo di raccogliere offerte per il fondo sacro al riscatto di Venezia e Roma.
Dietro suo riscontro le si spedirà regolare mandato.
Nella certezza che Lei, Gentilissima Signora, vorrà concorrere agli sforzi del Comitato, questi si fa interprete de' sensi del Generale Garibaldi, anticipandone a Lei. vivi ringraziameli ti.
Pel Comitato Centrale Federico Bellazzi. XHL
Genova 25 giugno 1862. Alle Associazioni Democratiche Italiane,
Noi siamo convinti, che nella triste nostra condizione di equivoci, d'inerzia e di soggezione allo straniero, l'iniziativa popolare, che tanto concorse ad affrettare l'unità nazionale possa e debba spingere potentemente la liberazione delle Pro­vincie schiave.
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