Rassegna storica del Risorgimento

1861-1862 ; GARIBALDINI
anno <1954>   pagina <537>
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Vattività del movimento garibaldino nel biennio 1861-62, ecc. 537
Il plebiscito che è il nostro Codice politico, deve avere il suo compimento.
Tatti i patrioti Italiani lo hanno accettato. Non esistono fra essi ambizioni individuali, né sette, né diverso programma. Yi ha soltanto da una parte uomini inerti e rassegnati a lasciar fare; dall'altra uomini sempre pronti a finirla.
Noi siamo di questi ultimi, ai quali rimorde ogni indugio a liberare i fratelli oppressi, e a costituire l'Italia padrona di sé.
Noi siamo di quelli, che hanno fede incrollabile della Nazione. Gl'Italiani per­tanto si preparino; lo stato presente di vergogna non può durare. Tutti abbiamo il diritto di marciare alla liberazione dei nostri fratelli schiavi.
La Nazione ba già manifestata la sna decisa volontà; secondarla e compirla è sacro dovere di tutti.
Le Associazioni patriottiche, applicazione della legge di progresso dell'epoca, guarentigia e strumento di libertà, perseverino nell'opera loro d'emancipazione, custodiscano intatto il loro diritto, e rammentino al paese che per andare a Roma e a Venezia bisogna, battere la via tracciata da Marsala al Volturno.
Bel gira te, 15 giugno 1862.
Il Presidente del Consiglio Centrale 6. Garibaldi.
Vice Presidenti F. Campanella - G. Grillenzoni
Consiglieri
F. De Boni, G. Nicotera, A. Mario, A. Mosto, L. Miceli, A. Sani, G. Libertini, S. Friscia, A. Sacchi, F. Crispi, A. Bertani, G. Mazzoni, G. Dolfi, B. Cairoli.
Segretari G. Cadolini, B. F. Savi.
XIV. Alla Democrazia Italiana.
Fratelli,
H Decreto del 20 agosto 1862, che scioglieva le Associazioni Emancipatrici, fn una manifesta violazione della legge fondamentale dello Stato.
Quelle Ahaoc.ìazioni, istituite e funzionanti nei limiti dello Statuto, non pre­dicarono mai, ni fomentarono la rivolta; e perciò soltanto all'intimazione del Ministro provocatore, che irrise alla nostra saviezza civile, esse non opposero altra resistenza ebe formali proteste contro l'atto violento ed arbitrario.
Per quelle proteste il diritto di Associazione fu nuovamente affermato, e l'offesa alla legge solennemente denunziata. Quando il Ministro, designato a custode del* l'ordine, si è mostrato eccessivo, le Associazioni, accusate di rivolta, sì mostrarono temperate
Aspettando fiduciosi il ritorno dell'impero della legge, noi soggiacemmo alla forza, senza far atto ebe potesse suscitare turbolenze* e fosse provocazione alla guerra civile.