Rassegna storica del Risorgimento
MARINA AUSTRIACA
anno
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1918
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pagina
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246
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. Gonnì
Vienna, che si decidessero : o tener rincniusa la flotta nei porti militari, di fronte alla superiorità navale del nemico, come fecero nel 184849 di fronte alla flotta sarda-napoletana e nel 1859 di fronte alla flotta francosarda, oppure prepararla in modo da usufruirne sul teatro della prossima guerra. La maggioranza delle opinioni auliche era per la prima soluzione del problema navale. Dopo tutto essa aveva al suo attivo la sanzione storica della sua praticità.. In quelle due guerre navali, a dieci anni di distanza Tuna dall'altra, in simil modo operando poterono conservare all'impero la propria marina. Diversamente operando, nessuno avrebbe potuto garantirla da una azione ditrug-gitrice- del nemico preponderante.
Ma a prescindere da tutto ciò, la prima soluzione del problema navale era particolarmente cara alla mentalità austriaca perchè, oltre a rispondere ad un concetto di prudenza, trovava nell'intimo il consenso dello spirito antinavale dell'impero. Gli entusiasmi per Helgo-land erano ben presto svaporali. La forza incoercibile delle austriache tradizioni militari terrestri annullava qualunque possibile apprezzamento bellico riguardante la marina. La natura, la storia, la composizione stessa dell* impero cospiravano in tal senso. L'Austria divenne - vedremo come - la potenza navale, che oggi s'accampa in Adriatico; jjper un ricatto perpetrato alla storia, ricatto del quale dovrà1,, nell'attuale guerra europea - siccóme colpita da sanzione penale dare conto.
Ma Tegetthoif da Smirne e già a Pola. Qui egli s'avvede subito che nulla 1' I. ipL marina la per prepararsi all'evento alita- di una guerra coli* Italia, mentre questa guerra, di giorno in giorno diveniva inevitabile. S'adopera allora a persuadere il borioso generale di cavalleria, eh'è pure comandante generale della marina imperiale, l'arciduca Leopoldo, della "necessità d'allestire la flotta. Pia volte va a Vienna a perorare la stessa càusa al Ministero della Guerra,: dal quale dipendevano, come àncora oggi dipendono, gli affari della marina* Un giorno, fra l'altro, chiede di parlare col Ministro della Guerra in persona, ma questi non vuoi ricevere il più giovane e noto contrammiraglio, alla sua stessa autorità ministeriale sottoposto. Parvegli allora ogni tentativo vano. L'ostilità pervicace delle sfere alte verso la marina era pjfé'luì esasperante. Senonchè, in uno dei tanti viaggi compiuti da Pola a Vienna e viceversa, ha la ventura d'incontrarsi un giorno a Graz col feldmaresciallo Benedek. Manco a dirlo, anche con Benedek parlò della necessità d'armare la marina. Con sua grande gioia e sorpresa trovò che il futuro sconfitto di Sa-dowa gli dava ragione. Dopo tanto bussare, Tegellhoff ottiene, poche settimane prima dello -scoppiare della guerra con l'Italia, che la