Rassegna storica del Risorgimento
DONOSO CORT?S JUAN ; STORIOGRAFIA
anno
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1954
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pagina
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546
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546 Ercole Pennella
La completa adesione del Dunoso al pensiero del Vico eolia dottrina delle tre età finisce col condurre lo spagnolo al di là delle concezioni del Vico ed a postulare un intervento della Provvidenza in modo molto più preciso e concreto di quanto il Vico non prevedesse. In effetti Donoso sente più chiaramente dell'italiano che la presenza dell'ordine provvidenziale nella coscienza degli uomini non vale e non basta a determinarne gli atteggiamenti e che gli uomini rimangono liberi nelle proprie determinazioni mentre poi la Provvidenza divina col suo intervento riporta le storie temporali e particolari nell'ambito della storia ideale eterna. Nel 1849 Donoso, a circa dieci anni dalla composizione del saggio sul Vico, può affermare che l'italiano si era avvicinato di molto alla verità ma che non l'aveva raggiunta perchè aveva postulato, nella varietà infinita degli avvenimenti nma-nì, un sicuro e ristretto numero di forme politiche e sociali. La verità sta per Donoso nella identità sostanziale degli avvenimenti, velata e nascosta dalla infinita varietà delle forme, e nel corollario che nel corso della storia temporale il male finisce sempre col trionfare del Bene e che solo Dio per mezzo di un'azione diretta personale e sovrana riporta il bene a trionfare del male.1) In conclusione si può ritenere che da un canto la speculazione vichiana ha affascinato il pensiero di Donoso Cortes ed ha costituito un buon seme e che poi d'altro canto il pensiero di Donoso, ricco di fermenti e tuttavia non dimentico degli insegnamenti del sublime Vico, abbia proceduto per vie tutte proprie. Si può quindi parlare di influsso del pensiero vicinano sulla speculazione donosiana ma si deve anche ammettere come da tale feconda simbiosi sia scaturita una sintesi nuova singolarmente efficace. 2)
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La ricerca dei giudizi che durante gli anni successivi al 1848 quando cioè il suo pensiero appariva già radicato nelle fonti del tradizionalismo Donoso Cortes andava formulando intorno agli avvenimenti italiani appare di grande interesse. Tanto per la conoscenza diretta degli atteggiamenti dell'autore quanto perchè la ricerca può lumeggiare alcuni aspetti del Risorgimento che di maggior rilievo apparivano ad un grande ingegno di parte avversa ma non conservatore e che sono stati forse trascurati da quella che può esser considerata l'agiografia liberale del Risorgimento.
Il 4 gennaio 1849 Donoso tiene al Congresso un discorso di grande importanza e di risonanza europea,3) compie una lunga disamina degli avvenimenti romani che avevano portato alla fuga del Papa e riafferma in modo preciso la necessità del potere temporale pur riconoscendolo come solo accessorio al potere spirituale dei Papi. Gli avvenimenti, che avevano in effetti preoccupato tutto l'orbe cattolico, avevano già indotto Donoso a dedicare ad essi un articolo il 30 novembre 1848. *) Donoso aveva gli occhi fissi a Roma sin da quando Pio IX aveva posto mano alle iniziative riformistiche. Egli Spe
li Obrat, Tomo 2, pp. 208-209.
2) Cfr. AiiBoit, lievi.ita Gemimi ilo Jnvutìgàlion y Cultura, Madrid, 1950, un. S7-S8; F.rJ. de SIMO, Donoto Coma, m au Tiempo y m ti nueairo, e la ripe* Mbliogrufia.
3) Obra, Tomo 2, p, 187 agg. *) Obrat, Tomo 2, p. 183.