Rassegna storica del Risorgimento

MARINA AUSTRIACA
anno <1918>   pagina <247>
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L'Austria navale 247
flotta posta al suo comando supremo venga sotto la sua direzione armata* Le difficoltà che incontra sono gravissime: stato deplorevole in coi trovasi la flotta; insufficenza tecnica degli arsenali di Pola e di Trieste; lentezza quindi negli armamenti; esiguità delle riserve di combustìbile e d'altro materiale logistico.
Iniziate le ostilità, delle istruzioni tassative gli impongono d'evi­tare la lotta col nemico preponderante 0 di compiere imprudenze, ohe potessero compromettere le sorti della flotta.
Tegetthoff è avviluppato da impacci materiali e morali, che paiano insormontabili per agire. Ma non si vuole qui per l'ennesima volta ripetere la narrazione della battaglia di Lissa. Fra le numerose nar­razioni che sono state fatte in Italia e fuori, ttuieiaB e non, nessuna corrisponde all'esigenze storiche. L* impersonalità delle prime, la passionalità delle seconde sono 0 a danno dei concetto critico, o a danno della verità dei fatti. Sicché, per chi voglia sapere qualche cosa di critico sulla campagna navale del 1866, deve fare per proprio conto; opera singola dì sintesi.
-rbene, senza rinarrare le singole fasi delle operazioni - che del resto si ritengono già note al colto lettore - cerchiamo di spiegare alcuni ialiti Specifici, riguardanti solamente la condotta di Tegetthoff. 1* Sulla flotta Tegetthoff aveva oltre 800 marinai veneti. Alla vigilia della campagna egli chiede a Vienna di poterli sbarcare. Le trattative in corso tra Francesco Giuseppe e Napoleone III per la Venezia gli facevano supporre che comunque quella città e suoi ter­ritori fossero perduti per l'impero. Vienna invece rispose che nes­suna cessione: ;oÉ 'tenitori s'era ancora compiuta; per conseguenza non si trovava' ragione di sbarcare i marinai veneti dalia flotta. Cosi, in sintesi, la relazione, ufficiale austriaca.
Questo fatto ha dato motivo ad un illustre scrittore, À. Luzio, in un suo divulgatiseimo studio, che altri riprodussero, di scrivere: Brano più di 800 e Tegetthoff, che-rara avi* - aveva sentimenti liberali e democratici, sentiva la mostruosità di far combattere quel migliaio dì uomini contro la patria. . .. Tegetthoff non aveva tene­rezze per l'Austria assolutista; anzi il partito liberale tedesco lo con­tava tra le sue maggiori speranze .
In un altro studio recentissimo di T. Bacchiani sopra una fresca pubblicazione di P. Rohrer, Quando Venezia era ancora austriaca , e che rispecchia - per quanto ha tratto colla marina ~ i ricordi dì Max Rottauscher, che nella marina imperiale militò, così si legge : si era sparsa la voce ohe la Venezia era stata ceduta a Na­poleone. I marinai veneti cominciarono a riunirsi in capannelli e a sussurrare misteriosamente fra di loro. Di lì a qualche giorno si
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