Rassegna storica del Risorgimento

STATI UNITI D'AMERICA ; STORIOGRAFIA
anno <1954>   pagina <566>
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Giuliano Procacci
questo il problema che ci siamo posti nel presentare questa breve comunica­zione. Il compito che ci siamo proposti è piuttosto quello di vedere in quali opere di respiro più ampio, a carattere di saggio storico e di trattazione storiografica, in quale, insomma, contributo di lavoro e di produzione ai concretasse questo diffuso interesse pubblicistico. In secondo luogo si cer­cherà di determinare e chiarire la posizione e la tendenza di tale produzione nei confronti del dibattito relativo alla rivoluzione americana che, come ai è visto, ha luogo su di un piano europeo.
Ci sembra perciò necessario, prima di intraprendere questo sommario esame, di proporre una caratterizzazione di quella letteratura storico politica francese che, come si è detto, costituisce l'antecedente logico e cronologico del contributo italiano che sarà oggetto della nostra attenzione.
Grosso modo, a prescindere dalle numerose nuances, io penso che in seno alla pubblicistica francese sulla rivoluzione americana si possano distinguere due principali tendenze e prospettive di interpretazione. Una ten­denza che mi sembra si possa caratterizzare come georgicoidillica, che, prendendo le mosse dal Cultivateur amérìcain del Crevecoeur e proseguendo col Mably e col Brissot ipotizza nelle colonie insorte una società modello fondata su assise prevalentemente agrarie, una sorta di stato di natura più o meno temperato di moeurs e di politesse. Per tale via gli Stati Uniti divengono una sorta di oasi nella storia, una incarnazione moderna di quelle républiques anciennes alla spartana di cui era ammiratore il Mably; la rivoluzione americana diviene un episodio di interesse esclusivamente locale, Un affare interno regolato tra l'Inghilterra e le colonie, una semplice rivendicazione di indipendenza scevra da uno specifico contenuto politico. Quando poi tale contenuto politico, a carattere radicale e democratico, affio­rasse e la struttura politica e sociale americana ai rivelasse nelle sue reali caratteristiche, allora dall'idoleggiamento georgicoidillico si passava al disinteresse, se non al disprezzo. E la posizione di uno Chateaubriand che dagli entusiasmi anarchico-primitivi della giovinezza *) passa ad un più ripensato giudizio.2) È il senso del consiglio benevolo e dissuasivo che la sthendaliana duchessa di Sanseverino dà al giovane Fabrizio che, all'indo­mani di Waterloo, sogna un'evasione americana. "
A questa tendenza interpretativa si contrappone quella più obiettiva e più documentata di un Mazzei e di un Condorcet che, partendo dalla co­scienza precisa del contenuto politico della rivoluzione americana, perviene ad individuare nella rivolta delle colonie un momento dello sviluppo in senso democratico della civiltà e della società. Il che porrà, dopo la rivoluzione defl'89, a problema dell'integrazione o dell'antitesi delle due rivoluzioni, la francese e l'americana.
È su questo terreno polemico che va innestata la produzione italiana. Quale orientamento essa assume nei confronti delle due tendenze di cui si è fatto cerino?
l) Gfir. l'ultimo capitolo AcW'Eiaai tur le revolution*, ia Oeuvre, ed. 1836, Parìa vot. I.
a) CHATEAUBRIAND, Oeuvre, nt., II, p. 84.
*) STOENDAL. La certosa di Parma, ed. Mondadori, Milano, 1940, pp. 168-69.