Rassegna storica del Risorgimento
STATI UNITI D'AMERICA ; STORIOGRAFIA
anno
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1954
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pagina
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567
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Rivoluzione americana e storiografia italiana 567
La prima opera di notevoli dimensioni che conosciamo quella del Castiglione edita in 3 volami a Milano nel 1790 *) non è certo in grado di rispondere a questo interrogativo. Di altro non si tratta che di un resoconto, sia pur efficace, di un viaggio americano, in cui la notazione singola non riesce a coordinarsi in una organica veduta di insieme, in consapevole giudizio storico-politico. Nella stessa conclusione generale, accanto ad apprezzamenti di ordine positivo sulla rivoluzione americana, è insinuato il dubbio che gli inconvenienti che essa ha comportato siano tali da mettere in dub-bio Inopportunità di un tanto sforzo e di una così accanita lotta sostenuta per ottenere l'indipendenza.2)
Un giudizio storicopolitico più orientato e più conseguente troviamo invece nella ben nota opera del Botta. In essa ritroviamo infatti quelli che ci siamo sforzati di individuare come tratti costitutivi dell'interpretazione della rivoluzione americana dei Mably e dei Brissot e che abbiamo creduto di poter definire come georgicoidillica. In primo luogo evidente è, presso il Botta, l'idealizzazione agraria della società americana: Tutti vivevano scrive lo storico piemontese nelVaurea mediocrità, né il proprio prodigalizzando, né Valtrui desiderando. Occupati di continuo nei camparecci lavori fuggivano Vozio e la noia... Era colà insomma una vera rappresentazione di quella che gli antichi chiamarono età dell'oro.3) Congiunta a questa pittura di maniera è l'assimilazione dei fatti e della realtà americana ad una antichità classica di tipo spartano, vista con gli occhi di un lettore appassionato di Plutarco. ... Certo le gesta dell'Arnold attraverso le grandi solitudini che il Mayne dividono dal Canada e quelle del Montgomery nel Canada superiore in mezzo a tanti pericoli aver saputo mantenere gli ordini... sono imprese che, se non superano, eguagliano almeno tutte quelle anche più difficili efatigabili che ci hanno intorno ai capitani antichi tramandate. 4) È noto del resto che tale prospettiva classicheggiante fu dei-minante nella scelta stessa del tema della storia del Botta.5) A tale rappresentazione astratta della realtà americana si accompagnava un accentuato disinteresse per il contenuto politico della lotta tra colonie e madrepatria. La qualifica di guerra di indipendenza in un'epoca in cui il termine rivoluzione era già ampiamente in circolazione, ne è la prova più sicura. La rivoluzione americana viene pertanto ridotta a fatto prevalentemente militare: non per nulla quando il conflitto si complica con l'intervento francese ed il teatro di operazioni si estende all'Europa, il Botta preferisce volgere la sua attenzione a Gibilterra ed al suo spettacoloso assedio e tralascia per lungo tratto l'esposizione dei fatti specificamente americani. Gli è che alle battaglie intestine esercitate con rabbia e qualche volta con barbarie egli preferiva le guerre condotte con quell'umanità tanto squisita che sembra in quei tempi esser stata speciale . *)
l) L. CASTJGMOM, Viaggio agli Stati Uniti d'America Settentrionale, Milano, 1790, 3 voM.
*) IbU., I, p. 207 e II, p. 160 Bgg.
3) C. BOTTA, Storia, dilla guerra di indipendenza degli Stati Uniti d'America, Firenze, 1857, voi. n, pp. 23-4.
*) Ibid., I. 229.
5) Cfir, le lettere di C. Botta a Washittglon-Grnene, in Archivio storico italiano, T, 1, pt II (1855), p. 59. ,
*) BOTTA, eit., II, p. 595.