Rassegna storica del Risorgimento
MARINA AUSTRIACA
anno
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1918
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pagina
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249
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Ti'Austria, navale
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cato la virtuale perdita dell1 intera campagna, prima della sconfitta materiale.
Esagerazioni il nostro avversario se ne servì, e fece bene, per corroborare lo spirito dei suoi, ma egli era fermamente convinto -come si seppe più tardi - che Ancona fosse, mentre non lo era, difesa da torpedini. Per questo suo convincimento - lo afferma l'Atti-mayr - Tegetthoff non credè, in quelle circostanze e per le istruzioni ricevute, di compromettere la flotta colTavvenlurarsi in quelle acque anconetane da lui ritenute pericolose.
E allora? nessuna sfida, nessuna ragione, per conseguenza, di esaltarla. Alla ticognizione di Tegetthoff venne dato un significato che non aveva: da parte austriaca, per truffare la storia, da parte nostra, data la pessimistica tendenza cui parve inclinato il paese dopo Gustoza, le fu data un'importanza che non meritava.
Ma osserviamo : se il telegramma dell' arciduca Alberto non avesse, per un caso fortuito, ritardato due giorni per giungere a Tegetthoff, questi si sarebbe liójvàto alla mattina del 25, invece che alla mattina del 27, innanzi ad Ancona. Non avrebbe, naturalmente, veduto nulla, perchè Persano solamente alla sera del medesimo giorno 2!5 vi arrivava. Osserviamo ancora: se Persano si fosse fatto trovare il 27 mattina in ordine con una gran parte della, sua squadra - e lo poteva - Tegetthoff avrebbe potuto avere ben altra accoglienza di quella ch'ebbe.
Ora, far appoggiare su di un. caso fortuito (la ritardata risposta dell'arciduca), sulla inconcepibile cecità di Persano (il disordine in cui s'era fatto sorprendere), le ragioni per magnificare, come si. lese e si continua a fare, la sapiente audacia di Tegetthoff, non ci sembra razionalmente logico.
3 L'ordine d'accatto prescelto da Tegetthoff fu quello ad angolo. Nelle narrazioni dei numerosi autori è attribuita a questa formazione tattica la causa dell'affondamento del Re d'Italia per opera dello sperone del Ferdinando Max.
Naturalmente l'affermazione è sostenuta dalla teoria apparsa nei 1864 dell'ammiraglio Botiet-Willaumez e suffragata dall'esempio del Merimac, che nella guerra di secessione americana speronò il Ctown-herìand.
Ebbene : è noto che il Re d'Italia, colpito da una cannonata al timone, perdette il suo governo, ma non è altrettanto noto ch'esso ebbe anche un'avaria in macchina, che fu causa non ultima della sua perdita. L'allievo pilota Cama, messinese, ch'era sul palco di comando del Re lllif, addetto al portavoce di macchina, al contrammiraglio Amilcare Anguissoia, che in proposito io interrogava