Rassegna storica del Risorgimento
STATI UNITI D'AMERICA ; STORIOGRAFIA
anno
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1954
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pagina
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569
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Rivoluzione americana e storiografia italiana 569
Botta cosa meravigliosa e che il Compagnoni giudicava invece montatura di spiriti del secolo XVIII.1)
Ben altro era il punto su cui il Compagnoni faceva convergere la sua indagine. Egli tendeva soprattutto a conoscere le origini di quella grande associazione politica che è detta degli Stati Uniti d'America, la quale, se interna discordia violentemente non rompe, costituirà senza eccezione il più. vasto imperio che non il caso o la forza, ma l'industria umana abbia creato sulla terra.2) Su questa via il Compagnoni procede abbastanza avanti: individuato l'humus politico del fatto rivoluzionario americano nella diffusione delle opere del Locke e del Sidney e delle recenti opere dei filosofi francesi,9) egli tiene a sottolineare la differenza politica tra il nuovo Stato americano ed i vecchi governi europei.
Si veda a nio' d'esempio, questo sintomatico commento: Ben ebbevi ragione di meraviglia vedendo che tutti i vecchi governi d'Europa non pensavano punto alte conseguenze che le dottrine premesse dagli Americani potevano un giorno
produrre4') cheaveva già detto altrove i principi che animavano
gli insorti erano diametralmente opposti a quelli dei re.s) Individuato cosi il carattere democratico della rivoluzione (il termine è largamente adottato dal Compagnoni) americana, l'autore riesce anche a individuare i tratti caratteristici di quella democrazia: lo spirito di tolleranza religiosa che vi domina e l'assoluta laicità dello stato americano ( tutta civile è l'autorità che vi domina),6) Passetto federale, garanzia di forza anziché, come da altri era stato insinuato, di debolezza.7) Anche se a tratti (ma si pensi che l'opera è stata edita a Milano nel 182123) si fa luce la tradizionale opposizione tra la rivoluzione americana moderata e la rivoluzione francese estremista, tuttavia l'opera del Compagnoni rappresenta uno sforzo notevole sia ai fini di un più documentato apprezzamento storico, sia nel senso, che è poi la stessa cosa, di un inserimento della rivoluzione americana nel quadro generale della storia universale quale, negli stessi anni in cui il Compagnoni redigeva la sua storia, operava, con ben altra padronanza e prospettiva, il Guizot ed opererà più tardi il Tocqueville.8)
Il nostro panorama della storiografia italiana sulla rivoluzione americana è cosi finito. A meno che, a titolo di curiosità erudita, non. si voglia ricordare l'operetta del Padre Grassi S. J. edita nel 1818 e che ebbe la fortuna di successive ristampe. 9) In essa, accanto ad una costante deplorazione deH* ateismo e della tolleranza religiosa in atto negli Stati Uniti, troviamo talvolta interessanti notazioni di costume che sono talvolta in contrasto
i) COMPAGNONI cit., XXVI, p. 187. *) Ibid., XXV. p. 7. 3) Ibid., XXVir, p. 206. Sì Ibid., XXVII. p. 283. *) Ibid., XXVIII, p. 217.
6) Ibid*, XXVI, p. 189.
7) flrid*, XXVHI, p. 246.
ni jjj DE TOCQUEVILLE, La democrazia in America, Bologna, 1932, 3 voli.
9) Notisi varie tulio etato presento degli Stali Uniti dell'America Settentrionale aerate al principio del 1818 dal Padre G. Grassi della Compagnia di Gesù, Boma, 1818. L'operetta ebbe' altro due edizioni, rispettivamente nel 1819 e nel 1821.