Rassegna storica del Risorgimento

STATI UNITI D'AMERICA ; STORIOGRAFIA
anno <1954>   pagina <570>
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Giuliano Procacci
con la posizione ufficiale dell'autore e lo spirito della sua operetta (rapporto tra gli Stati del Nord e Stati del Sud, condizione delle campagne americane rispetto alle città, problema della schiavitù ecc.).
Se a questo punto dovessimo fare un bilancio della produzione storica e saggistica che abbiamo sommariamente esaminato, dovremmo dire che, come in Francia, anche in Italia il complesso di essa si presenta diviso tra una corrente moderata (Botta, Londonio) che tende a dare della rivoluzione americana una visione staticamente astratta ed obiettivamente poco fon­data ed una corrente democratica che attinge a una maggiore consapevo­lezza politica e ad un più. moderno aggiornamento culturale una visione storica più realistica, concreta ed oggettiva.
Ci sembra però che tale conclusione peccherebbe di eccessivo astratti­smo: non è tanto la quantità, quanto il peso esercitato dalle varie tendenze ed opere che ci dà la misura della loro risonanza storica e della loro circo­lazione nell'opinione pubblica. Ed è appunto da questo punto di vista che riteniamo dover concludere affermando la prevalenza della storiografia e del giudizio storico moderato, il complessivo e sostanziale ritardo del giudizio storico italiano sulla rivoluzione americana rispetto a quello francese.
L'opera del Compagnoni, se si eccettui un anodina recensione di cui VAntologia del Vieusseux incaricò un tal Caleb Cushing, passò quasi inosser­vata. " Quella del Botta invece, come attesta del resto la, sia pur scolastica, notorietà che ancor oggi le è rimasta, riscosse larghi consensi ed approva­zioni. Certo qualche spirito più avveduto assunse nei suoi confronti un at­teggiamento più riservato: cosi il Leoni, prendendo atto sull'ut litologia del favore con cui l'opera dello storico piemontese era stata accolta, non man­cava però di rilevare che ben poco era stato il lavoro di verifica e di appro­fondimento che ad essa era seguito e che su di essa si fosse esercitato. Tutta­via era pur sempre l'opera del Botta, anche in questo caso, ad essere al cen­tro del dibattito. 2)
Nel campo poi strettamente storiografico la Storia della guerra di indi­pendenza continuò per lungo tratto a far testo. Su di essa sono evidente­mente condotti gli unici scritti a carattere storiografico che io conosca editi nel corso del Risorgimento e relativi alla rivoluzione americana: quello del Dandolo 3) e quello del Cantò. *) E sintomatico mi sembra il fatto del per­sistente carattere e moderato e grettamente tradizionalista di tale storio­grafia.
Cosicché, se vogliamo trovare un giudizio storico più moderno ed obiet­tivo sui fatti americani, siamo costretti a cercarlo in pagine che non sono storiografia, che sono economia o saggio politico, ma, appunto in quanto tali ed in quanto utilizzano fonti e letteratura storico politica straniera (Guizot, Tocqueville ecc.), più storicamente realisti e fondati: sono alcune pagine del Balbo, *) è soprattutto il luminoso saggio di Carlo Cattaneo sullo
1) Cfr. Antologia., XXIX, b, p. 76. SJ Per la recensione del LRONJ, fir. Antologia, VI, 6, p. 201. 3) T. DANDOLO, Il settentrioni?- d'America e d'Europa* Milano, 1853. *) C. CANTÙ, Vita parallele di Mirabeau e di Washington, Milano, XWfi Cfiv il tomo XVIH della Storia Universali! (Torino, 1846).
') C. BALBO, La monarchia rappresentativa, Firenze, 1857, p. 72 Hgg.