Rassegna storica del Risorgimento
GARIBALDINI
anno
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1954
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pagina
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572
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PROPOSTE DI RICOMPENSE A FAVORE DEI VOLONTARI DELL'ITALIA MERIDIONALE M
Giusto dieci anni or sono, in quel torbido anno 1943 quando, a Roma, in previsione di tempi ancora peggiori e di bombardamenti ancora più gravi, Uffici e Ministeri cercavano tutti di mettere in salvo quanto avevano di più prezioso, allontanandolo dalla propria sede, io fui richiesto dal Ministero della Guerra di ricevere alcune serie antiche giacenti, quasi ignote, nei sotterranei del Ministero stesso, tutte anteriori al trasferimento della Capitale a Roma, e riferentisi quindi al perìodo del Risorgimento.
Io ero allora Direttore dell'Archivio di Stato di Roma e sapevo che un direttore d'archivio è come un direttore d'ospedale: non può mai rifiutare in caso d'emergenza, un letto ed un'assistenza speciale ad un ferito che si presenta in condizioni gravi.
Fu cosi che in quel torbido anno 1943 due nuove serie importanti, anche se niente affatto appariscenti, entrarono a far parte dell'Archivio di Stato di Roma: una dei Ruoli matricolari di tutti i reggimenti dell'esercito italiano dalla loro prima formazione fino al 1870; l'altra, minore, di volumi di decreti del medesimo periodo.
E cosi quello stesso terremoto la guerra che aveva distrutto e doveva distruggere ancora tanti Archivi in Italia era anche occasione di salvarne degli altri, e di portare alla luce, per di più, qualche documento, come vedremo, della più alta importanza, per la storia d'Italia.
Fu proprio infatti, in una delle due serie ehe ho nominato, quella dei volumi dei decreti che il caso mi fece incontrare il volume che ho l'onore oggi di presentarvi.
Trovato in una serie di volumi di decreti, esso non poteva avere, naturalmente, per destinazione e per oggetto che la conservazione di un decreto in questo caso il R. Decreto 12 giugno 1861 che accordava ai volontari dell'impresa dei Mille le ricompense che avevano meritato ma la sua importanza non è tanto, in questo caso nel Decreto stesso, di cui una copia sarebbe facile ritrovare, se non altro, nelle collezioni a stampa del Giornale Militare, quanto negli atti che vi sono uniti, che lo accompagnano, lo corredano, lo completano.
È anzitutto e soprattutto nelle proposte originali che li precedono. Proposte tutte con firma autografa dello stesso Garibaldi, Divisione per Divisione, Corpo per Corpo, Specialità per Specialità; e con qualche aggiunta pure di suo pugno quando gli è sembrato che si fosse incorsi in qualche omissione e dimenticanza e che occorresse ripararvi.
Cosi per Augusto Vecchi (nel fascicolo Quartier Generale) per il quale egli chiede l'onorificenza di Cavaliere dell'Ordine di Savoia por i suoi servigi come aiutante e Segretario. E poi per quello che era comunemente conosciuto nella spedizione come l'Inglese di Garibaldi, il col. Peard. Per il quale nel fascicolo Volontari Britannici, esiste una precisa postilla come l'altra autografa: S'era dimenticato il col. Peard, il quale merita Commendatore dell'Ordine Militare di Savoia .