Rassegna storica del Risorgimento
GARIBALDINI
anno
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1954
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pagina
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573
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Proposte di ricompense a favore dei volontari, ecc. 573
Abbiamo visto che il R. Decreto fu pubblicato il 12 giugno del '61: sei giorni dunque dopo la morte di Cavour. Le proposte relative recano invece la firma di Garibaldi sotto la data dell'I 1 aprile.
Due mesi quindi di distanza a pena, ma in quel breve spazio di tempo da quell'unica primavera quanti avvenimenti s'erano verificati l
A Torino la riunione del primo Parlamento Italiano, la proclamazione di Roma Capitale d'Italia, per cui anche il sen. A. Manzoni ai muove da Milano per recare il suo voto; e fra questi eventi maggiori s'insinua anche l'altro minore, ma pure importante, che mette l'una contro l'altra le due parti della nuova Camera, la questione della sistemazione dell'Esercito Meridionale e dell'inevitabile dissidio fra Cavour e Garibaldi.
Come è noto, dopo la partenza da Napoli il 9 novembre '60, e l'inverno passato a Caprera, Garibaldi torna alla ribalta della vita politica alla fine di marzo col discorso ai delegati delle Società operaie, ancora a Caprera. Il 3 era già a Torino, il 12 firma, come abbiamo visto, le proposte delle ricompense dei suoi, il 13 interviene alla Camera per tentare ancora una volta di impedire lo scioglimento dell'Esercito Meridionale, ed è di quel giorno l'attacco a Cavour: Io domando soltanto se, come uomo, io potrei mai stringere la mano a colui che mi ha reso straniero in Italia .
Ora il volume di cui ho l'onore di parlarvi oggi e che né l'Agrati né chiunque altri si è occupato dell'impresa dei Mille, ha mai conosciuto, è, per cosi dire, alle spalle di tutti questi avvenimenti, ne costituisce il presupposto indispensabile e può contribuire ad illuminarli con nuovi dati e nuove evidenze
Bisogna tener conto che il Decreto (definitivo a stampa) del 12 giugno, com'era del resto da aspettarsi, ha a pena un cenno sui motivi che determinarono, per ciascuno, la concessione della ricompensa o della onorificenza, ma nelle proposte originali che lo precedono la motivazione ha un'estensione maggiore; essa entra nei particolari e specialmente nel caso della bassa forza come allora s'indicava il soldato comune si sofferma di più sull'azione individuale contribuendo cosi nell'insieme, a illuminare meglio attraverso gli episodi l'andamento dei singoli fatti d'arme e quindi di tutta la campagna da Marsala al Volturno.
Si sa poi che non tutte le decorazioni, perchè regie, furono accettate; le rifiutarono alcune dei più fedeli dei Mazziniani, come fra gli altri Alberto Mario e Stefano Canzio.
E d'altra parte non tutte le proposte vennero accolte. Come si legge in un foglio aggiunto, vennero esclusi infatti tutti coloro 126 in tutto che risultarono disertori dell'Esercito Regolare e un'altra cinquantina a cui il conferimento venne sospeso ce in seguito cosi è detto alle note dello stesso Comando Supremo del Corpo Volontario.
Tutto questo porterà inevitabilmente uno strascico di malcontenti, di querimonie, di rimostranze e quindi di nuove documentato proposte a firma però, non più di Garibaldi, ma del Generale del disciolto Corpo di volontari italiani, il Sirtori, che sono tutte raccolte in coda al medesimo volume.
Quello che era stato atto di puro eroismo, diventava così sempre più oggetto d'una pratica amministrativa e passava ad aumentare le paperas-ses d'un ufficio.
Ma qui io mi fermo.